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L’Italia è la più grossa perdente dell’euro-zona con gli swap dopo che gli accordi le si sono ritorti contro

L’impatto delle perdite e delle le passività nette in derivati sul cambiamento del debito pubblico dal 2011 al 2014. [in azzurro l’aumento del debito, in viola la riduzione del debito]

 

I derivati sul debito pubblico hanno pesato sull'Italia più che in tutta la regione dell’euro, considerando i quattro anni a partire dal 2011, quando la crisi finanziaria nel blocco della moneta unica ha colpito il paese, spingendo il primo ministro Silvio Berlusconi a dimettersi.

Nel periodo 2011-2014, le perdite e le passività nette, relative agli swap detenuti dall’Italia, hanno gravato sul suo debito per un totale di € 16,95 miliardi di € (18,3 miliardi $), lo mostrano i calcoli di Bloomberg sulla base dei dati del 21 aprile provenienti dall’ufficio statistiche dell'Unione Europea.

I governi in tutta la regione dell'euro hanno usato i derivati per gestire le loro esigenze di finanziamento con accordi che qualche volta gli si sono ritorti contro. Infine, come nel caso dell’Italia negli ultimi anni, gli swap possono aver avuto l'effetto di spingere i debiti delle nazioni ancora più in alto. Questo è l'opposto dello scopo originario degli accordi, che è quello di una copertura contro improvvise variazioni dei tassi e l'eccessiva volatilità dei tassi di cambio.

Il costo del finanziamento del debito per l’Italia lo scorso anno è sceso di 2,76 miliardi di €, dopo che i titoli di Stato erano saliti a un record susseguentemente alle misure di stimolo della Banca Centrale Europea che hanno incrementato la domanda di attività a più alto rendimento. Le perdite e le passività della nazione, relative ai derivati sul debito dello scorso anno, sono stati circa il doppio di quella cifra, a 5,46 miliardi di €, mostrano i dati di Eurostat.

Roberto Basso, un portavoce per il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan, ha rifiutato di commentare i dati sugli swap quando è stato contattato da Bloomberg il Venerdì. La gestione della Agenzia del debito del paese è parte del ministero di Padoan.

Perdite, passività

“È molto probabile che anche nei prossimi anni le perdite e le passività italiane relative ai derivati supereranno i cosiddetti risparmi causati da un abbassamento dei costi del finanziamento del debito", ha dichiarato Nicola Benini, vice presidente di Assofinanza, associazione di consulenti finanziari indipendenti.

Il rendimento sui titoli decennali dell’Italia è aumentato di due punti base, a 1,43 per cento a partire dalle 15:20 ora di Roma. Il rendimento era stato di oltre il 7 per cento nel novembre 2011, quando Berlusconi si è dimesso dalla carica di primo ministro, in presenza di segnali di contagio dalla Grecia.

Le perdite e le passività del paese in swap nel periodo di quattro anni sono state le più alte nel blocco valutario dei 19 paesi membri, in cui, alcune nazioni come l'Irlanda, la Francia e il Belgio, hanno avuto un guadagno netto negli stessi quattro anni, lo mostrano i dati diffusi dalla Eurostat con base a Lussemburgo. Questo spiega perché il dato combinato 16,35 miliardi di euro per l'intero blocco è inferiore a quello dell'Italia.

Debito in Italia, a 2,13 trilioni di €, alla fine dello scorso anno, rimane il secondo più alto, in percentuale del prodotto interno lordo nella zona euro, dopo la Grecia.

Titoli di Stato

L’Italia deteneva contratti derivati su circa € 159,6 miliardi di €, quasi il 9 per cento dei titoli di Stato in circolazione, alla fine del 2014, ha detto ai parlamentari il capo dell'Agenzia del debito, parte del Tesoro, Maria Cannata, in un’audizione del 10 febbraio. Il settantanove per cento dei 42 miliardi di euro di negativo nel mark-to-market sul contratti esistenti viene da quelli che il Tesoro chiama contratti di " Duration Interest Rate Swaps”.

Questo swap "non è definito nella letteratura finanziaria, ma basandosi su altre informazioni fornite dal Ministero del Tesoro può essere assimilato ad una scommessa sul futuro comportamento della struttura dei tassi di interesse a lungo termine," ha detto Marcello Minenna, che insegna Quantitative Finance presso l'Università Bocconi di Milano, ai parlamentari italiani il 14 aprile. Questo segnala che la dimensione del debito in Italia non è la ragione principale delle perdite sugli swap, Minenna ha detto.

La Germania, la più grande economia della regione dell’euro e detentrice del più grande stock di debito, in termini assoluti, a 2,17 trilioni di € alla fine del 2014, ha registrato, nel periodo di quattro anni, perdite e passività correlate agli swap per un valore di circa 950 milioni di euro, mostrano i dati di Eurostat. La Francia è riuscita ad avere un vantaggio legato agli swap di oltre € 2,71 miliardi di euro in quei quattro anni, secondo i dati Eurostat.

‘Confronto internazionale’

"Il confronto internazionale con gli altri paesi" mostra dei gestori del debito italiano "palesemente incompetenti in un settore chiave per la vita del nostro paese", ha detto, in un dichiarazione di Venerdì, Renato Brunetta, capo del partito di opposizione di Berlusconi alla Camera a Roma, Forza Italia. Brunetta, citando i calcoli di Bloomberg delle perdite di correlate agli swap, ha invitato Padoan e i top manager dell'Agenzia del debito a dimettersi.

Basso, il portavoce di Padoan, ha rifiutato di commentare l'appello di Brunetta per le dimissioni del ministro delle finanze.

All'inizio della giornata, i parlamentari del Movimento Cinque Stelle, che è anche all'opposizione, hanno chiesto al governo un'interrogazione urgente, alla luce dei dati Eurostat, sui derivati; il Tesoro ha in programma nuove misure come la creazione di un fondo per coprire le potenziali perdite derivanti dai contratti esistenti.

"Per quanto riguarda le informazioni sui dettagli del portafoglio derivati, un nuovo e più efficace metodo volto a espandere la propria comunicazione e rivedere la sua frequenza viene presa in considerazione" da parte del governo, ha detto il sottosegretario alle finanze Pier Paolo Baretta nella sua risposta alla domanda dei parlamentari Cinque Stelle senza specificare oltre.

L'Italia non può rivelare tutti i dettagli di tutti i contratti swap che attualmente detiene perché questo "avrebbe effetti negativi su tutta la gestione del debito", ha detto Padoan al parlamento italiano il 1 aprile. Stava rispondendo a una richiesta di parlamentari dell'opposizione per un pieno accesso agli swap sul debito della nazione.

 


 

Fonte: Bloomberg

Traduzione a cura di Luca Pezzotta