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Requisiti patrimoniali più elevati per le banche sono necessari ma non sufficienti

William Blak

Gli ultimi disperati sforzi fatti per salvare la prospettiva di una nomina di Larry Summers per dirigere la Fed ed i commenti circa la sua rinuncia alla candidatura sono sfociati in ulteriori discussioni sulla regolamentazione finanziaria. La “stoccata” nei commenti è che la grande idea per la regolamentazione di Summers era che i requisiti patrimoniali fossero la chiave del problema, mentre tutte le altre regole erano meno soddisfacenti in quanto facili da evadere.

I requisiti patrimoniali delle banche commerciali durante l'apice della bolla erano assurdamente bassi ed i requisiti patrimoniali per le banche di investimento, Fannie&Freddie, i venditori di CDS, le assicurazioni monoline e per le banche che facevano ipoteche, erano addirittura una farsa. I requisiti patrimoniali, per i primary dealers del governo USA e le più grandi banche commerciali, si sono ridotti in maniera rilevante durante la fase espansiva della bolla. La riduzione dei requisiti patrimoniali per le più grandi banche commerciali d'Europa è stata ancora più grave che negli Stati Uniti, quindi c'è una "prova naturale" che può essere usata per ricercare gli effetti della riduzione dei requisiti patrimoniali.

Il metodo di Basilea era stato originariamente progettato per prevenire la corsa al ribasso, nella regolamentazione, delle economie sviluppate tramite l'abbassamento dei requisiti patrimoniali. Il metodo di Basilea supponeva di creare dei requisiti patrimoniali minimi uniformi. Basilea II, comunque, ha abbracciato la riduzione dei requisiti e ha finito per produrre dei requisiti patrimoniali minori in Europa che negli USA.

Lo svisceramento dei requisiti patrimoniali di Basilea II si è dimostrato disastroso. Uno degli aspetti meno compresi della crisi dei mutui fraudolenti è come il successo dell'azione di retroguardia della FDIC ci abbia salvato dagli sforzi degli economisti della Fed nello spingerci verso la completa riduzione dei requisiti patrimoniali di Basilea II e nel ritardare di due anni l'implementazione di questi. L'Europa non ha l'equivalente di una FDIC per combattere la pazzia delle forti riduzioni di Basilea II per i requisiti patrimoniali, così hanno adottato una riduzione totale e lo hanno fatto due anni prima che gli USA implementassero le proprie considerevoli minori riduzioni di requisiti patrimoniali.

La perversione del metodo di Basilea in Basilea II come strumento per portare, più che prevedere, una corsa verso il basso nella regolamentazione è cominciata con l’amministrazione Clinton. La perversione è stata guidata dal lobbismo delle più grandi banche e dalla Fed. Basilea II è stato redatto in modo da essere una svolta radicale rispetto a Basilea. La differenza era che le “industrie” erano state invitate all’interno della tenda dai regolatori per partecipare attivamente al procedimento legislativo. Questo invito  è andato ben oltre l’input in note e commenti che le banche solitamente hanno. La più grandi banche sono state costantemente coinvolte – per più che un decennio – facendo numerose presentazioni “ex parte” a singoli dipendenti governativi e commissioni. La strategia delle più grandi banche ha molteplici componenti e tutte favoriscono la riduzione dei requisiti patrimoniali per loro.

Il governo USA abbraccia la corsa al ribasso ed un modello dominato dalle banche più grandi, ed è coerente con l’abbraccio dell’amministrazione Clinton ad entrambi quei concetti. La crociata del “Reinventare il Governo” del Presidente Clinton e del Vice Presidente Gore aveva sette principi chiave per la regolamentazione finanziaria che ho spiegato in dettaglio in precedenti articoli.

  1. “Non sprecare un minuto nel preoccuparti delle frodi …” (la spiegazione dell’avviso che Bob Stone ha dato a Gore e che l’ha convinto a porlo alla guida della crociata “Reinventare”)

  2. I “membri dell’industria” sono i clienti della regolamentazione  - il pubblico e la nazione no.

  3. Gli USA devono vincere la competizione internazionale nel lassismo della regolamentazione (la razionalità di Summers per favorire l’abrogazione del Glass-Steagall e la creazione di un buco nero per i derivati finanziari tramite il “Commodities Futures Modernization Act” del 2012).

  4. I regolatori finanziari erano diretti “partner” delle banche.

  5. I regolatori finanziari erano diretti per smettere di “imporre” regole ed invece “negoziare” con i loro partners industriali. 

  6. Clinton, al suo primo e maggiore incontro con i regolatori finanziari, ha detto che aveva ricevuto più critiche per le loro azioni, mentre era in campagna elettorale, che per qualsiasi altra parte del governo.

  7. I “Reinventori” erano particolarmente sdegnati degli sforzi fatti nell’azione per perseguire le compagnie che frodavano, quelle che inquinavano o altrimenti facevano lavori a rischio o pubblica sicurezza, perché questo violava la missione centrale di trattare le compagnie come clienti e partners.

Bob Rubin e Larry Summers erano entusiasti sostenitori della crociata “Reinventare il Governo”. Non sono stato in grado di trovare nessuna registrazione in cui si oppongono agli sforzi dell’amministrazione Clinton per usare Basilea II con la volontà di causare una drammatica riduzione dei requisiti patrimoniali per le banche più grandi. 

Dopo l’inizio dell’amministrazione Bush , un altro “rubinite” [qui l’autore si riferisce a Robert Rubin n.d.t], Timothy Geithner è stato fatto presidente della Fed di New York il 15 Ottobre 2003. Gli economisti delle Fed di New York hanno giocato un ruolo chiave nel supporto della Fed a requisiti patrimoniali più deboli possibili in Basilea II, sia con  Gaithner che con il suo predecessore. Gli economisti della Fed hanno ignorato e denigrato le obiezioni dei loro supervisori per le rilevanti riduzioni dei requisiti patrimoniali. Rapporto della Commissione d’inchiesta per la crisi finanziaria (Financial Crisis Inquiry Commission - FCIC) 2011:171 (vedete anche il memorandum Spillenkothen alla FCIC).

La proposta di Basilea II di ridurre i requisiti patrimoniali si prendeva beffa della legge USA chiedendo ai regolatori di prendere “azioni correttive tempestive” contro le banche con un capitale inadeguato. 

“I risultati del quarto sondaggio sull’impatto quantitativo (QIS4), condotto tra l’autunno e l’inverno del 2004-2005 esacerba queste preoccupazioni. Questo sondaggio di 26 tra le più grandi banche negli USA (incluse le banche a cui sarebbe richiesto di adottare l’AIRB [http://www.investopedia.com /terms/a/airb.asp]) mostrano riduzioni sostanziali nella media dei requisiti patrimoniali. Infatti, se questa banche avessero scelto di ridurre i loro capitali ai minimi AIRB, molte di loro avrebbero avuto una “ratio” del leveraggio che le avrebbe categorizzate come sottocapitalizzare e comportato le tempestive azioni correttive di sanzione”.

Mettendo tutto assieme, abbiamo un vero banco di prova mondiale delle visone e della integrità dell’amministrazione degli economisti.  La legge di Basilea II adottata dagli USA era molto povera, ma a causa del coraggio e della competenza della FDIC è stata molto meno distruttiva della versione che gli economisti della Fed sostenevano e di quella adottata dall’Europa. La versione della Fed e dell’Europa era indifendibile. Era contraria alla volontà espressa dal Congresso, a tutta l’esperienza della regolamentazione finanziaria e alla teoria economica sana. Guardando alle loro “contemporanee” posizione su Basilea II, possiamo giudicare le versioni attuali dei requisiti patrimoniali. Per esempio, Gaithner è famoso (ora) per aver sostenuto che la chiave della regolazione sia “patrimoniale, patrimoniale, patrimoniale” – con cui intende requisiti patrimoniali maggiori. 

Gaithner, comunque, è stato uno di quelli che ha guidato la crociata per requisiti patrimoniali più bassi per le più grandi banche.

I sostenitori di Summers dicono che lui ha sostenuto a lungo dei requisiti patrimoniali maggiori per le banche.  Jeremy Bulow ha scritto che Summers era la persona migliore al mondo per sostituire Ben Bernanke alla testa della Fed. Bulow ha dichiarato che Summers era un grande regolatore.

“Perché Summers si è opposto a poche regole malamente progettate, è stato criticato come essere contro la regolamentazione. Realmente, lui era a favore di una regolamentazione saggia. Per esempio, ha a lungo sostenuto di aumentare il patrimonio bancario”. 

“Lui è favorevole a regolare saggiamente” e si oppone alle leggi pessime – quale unicità. Non c’è niente di tutto questo. L’ultima proposizione può essere provata. Il Tesoro con Clinton avrebbe potuto “uccidere” le radicali riduzione dei requisiti patrimoniali di Basilea II per le banche più grandi. Rubin e Summers (e Clinton con Gore) avrebbero potuto fermare la costante abilità “ex parte”  delle banche più grandi di strutturare le regole verso una sempre maggiore riduzione dei loro requisiti patrimoniali. Sappiamo che il tesoro non ha fermato la legge e nemmeno il modo vergognoso con cui le maggiori banche dominavano il cambiamento legislativo. Ma forse Summers realmente aveva scritto per opporsi alla legge e agli abusi della procedura ex parte, ma fu diretto da Rubin o Clinton. Se fosse, meriterebbe una considerevole lode. La domanda per Bulow è, quanto a lungo significa “a lungo” nella seconda parte delle sue parole citate sopra. Sapeva Bulow nel 1998 se Summers credeva che le banche più grandi necessitassero di maggiori requisiti patrimoniali?! Se Summers l’avesse creduto, nel 1998 cosa avrebbe fatto per provare a fermare il disastro che ci ha portato il frutto amaro di Basilea II. Hanno Rubin e Summers implorato Geithner di fermare la spinta a requisiti bancari patrimoniali inferiori tra il 2000 ed il 2005?!

Similmente, dopo che Summers aveva ritirato la sua candidatura,  Edward Luce ha scritto definendo Summers un vigoroso regolatore, sostenendo che Summers, dal 2009, supportava l’idea di requisiti patrimoniali molto più severi.

Luce spiega le teoria della regolamentazione di Summers.

“Il vero pregiudizio di Summers è la sua tendenza a respingere la regolamentazione minore come autolesionista. La preferisce grande e semplice piuttosto a complessa e con cui si può barare”.   

Il problema che ho io, è con l’ipotesi di Summers secondo la quale con il “patrimonio” non si può barare. Il patrimonio è semplicemente un requisito contabile: attività – passività = patrimonio. Se un CEO volesse fare una frode contabile potrebbe “giocare” con gli assets (sopravvalutandoli), e/o sottostimare le passività, poi il CEO “giocherà” (sovrastimando) sul patrimonio (e introiti) – massicciamente. Banche e multinazionali come Enron, massicciamente insolventi e non redditizie possono, attraverso rapporti contabili fraudolenti, far risultare di avere profitti da record e capitale in “eccesso”. Il famoso articolo del 1193 di George Akerlof e paul Romer – “Saccheggio: il mondo sotterraneo della bancarotta per profitto” confermano la precisione di quanto riportato per anni da regolatori competenti e dai criminologi esperti per reati dei colletti bianchi. La frode contabile era una “cosa sicura” che garantiva matematicamente la possibilità di riportare (seppur fittiziamente) profitti record per anni, con cui si facevano immediatamente ricchi gli ufficiali di alto livello tramite il moderno compenso dei dirigenti. Le società  potevano fallire, ma i dirigenti potevano andarsene ricchi.

Summers e molti dei suoi sostenitori non capiscono ancora i maggiori aspetti di base delle frodi di controllo contabile. Le frodi di controllo contabile epidemiche hanno portato alle tre moderne crisi finanziarie (la S&L debacle, l’era della frode della Enron e la crisi dei mutui fraudolenti ancora in atto). Non possiamo permetterci la continua mancanza di volontà degli economisti neoclassici di leggere il lavoro di un premio Nobel dell’economia (Arkelof 2001) a causa del loro primitivo tabù e dei loro dogmi ideologici nel non considerare seriamente le frodi dell’elite. Ci sarebbe stata una quarta moderna crisi che non si è avuta, se i regolatori della S&L non avessero portato i mutui fraudolenti fuori dall’industria immobiliare (con la motivazione che erano intrinsecamente fraudolenti) nel 1990-1991; e la S&L debacle sarebbe stata massicciamente più costosa di quanto è stata, se i regolatori avessero dato retta agli economisti che sostenevano che quella frode degli ufficiali di controllo fosse una distrazione. Notate che sono stati innalzati i requisiti patrimoniali per le S&L, ma non abbiamo mai fatto quello che sarebbe stato il catastrofico errore di credere che la frode contabile non avrebbe potuto essere usata per giocare anche con più alti requisiti patrimoniali che sono stati imposti. La nostra regola più efficace ne ha limitato la crescita – ha posto fine alle rimanenti frodi di controllo contabile anche quando il Congresso ci ha impedito di avere ulteriori fondi per perseguire le frodi rimanenti.   

Ora che possiamo perlomeno sperare che l’amministrazione smetterà di attaccare uno dei suoi incaricati di maggior successo, Janet Yellen, la mia speranza è che si possa avere una discussione seria sui requisiti per essere un vero regolatore finanziario. Sappiamo come farlo. Abbiamo mostrato come farlo in circostanze più ostili nelle quali l’amministrazione Reagan si era virulentemente opposta alla nostra azione di ri-regolazione dell’industria delle S&L. Infatti, loro ci chiamavano “regolatori”  perché consideravano il termine come il più ripugnante, il più pregno di incomprensioni; un termine che nel loro lessico potevano usare per insultarci. 

Summers e Yellen con i loro sostenitori, dovrebbero parlare con noi a lungo e prendere consiglio da quello che abbiamo imparato, inclusi gli errori fatti. Ripristinare una regolamentazione effettiva, una supervisione e la prosecuzione dei banchieri d’elite sono tra i compiti più importanti che la nazione deve affrontare. L’arroganza delle ultime tre amministrazioni nel contesto delle regolamentazione è sconcertante. Non si sono mai vantati così tanto circa il loro presunto “genio” mentre promuovevano politiche che si sono rivelate distruttive – e poi hanno ottenuto ed incassato ricchezza grazie ai legami con gli amministratori delegati che sono diventati a loro volta più ricchi dirigendo le frodi di controllo che hanno causato la crisi dei mutui fraudolenti. 

Il mio punto di vista è che se i “geni” economici non riescono a tenere la media di battute di un battitore a giornata (.250) non solo non sono geni, ma saranno “tagliati” dalla squadra di lega minore perché non riescono a raggiungere la curva [è abbastanza chiara la metafora con il baseball n.d.t.]. Le ultime tre amministrazioni e Washington, D.C. (non) “think tanks”, sono state riempite con economisti  con una (predittiva) media di battuta nella media di .125 con guanti deboli e braccia molli – tutti supposti come brillanti. C’erano centinaia di esaminatori dell’Office of Thrift Supervision le cui opinioni si sono mostrate superiori alla previsioni degli economisti durante la S&L debacle. Akerlof e Romer hanno concluso il loro articolo del 1993 con questi giudizi per enfatizzare questo messaggio ai loro pari.

“La crisi delle S&L, comunque, è stata causata anche da incomprensioni. Nessuno tra il pubblico né tra gli economisti ha previsto che la deregolamentazione degli anni ’80 era diretta a produrre il saccheggio. Né, ignari del concetto, avrebbero potuto sapere quanto grave sarebbe stato. Cosi i regolatori sul campo che avevano compreso cosa stava succedendo dall’inizio hanno trovato, nel migliore dei casi, solo un sostegno tiepido, per la loro causa. Ora sappiamo meglio. Se imparassimo dall’esperienza, la storia non avrebbe bisogno di ripetersi” (Akerlof e Romer 1993:60).

Lerry e Janet: per favore ascoltate i regolatori in campo. Per favore ponete fine alla pratica di Ben Bernanke di mettere in carica economisti per la supervisione della Fed. Gli economisti delle Fed sono il suo maggiore problema. Non sono la soluzione. Se cambiassero potrebbero essere parte della soluzione, ma la soluzione deve venire dalle persone in campo. Questo è particolarmente vero con riguardo al rilevamento dei rischi sistemici. È necessario porre fine al conflitto lampante dell’avere esaminatori e supervisori che sono dipendenti delle banche regionali del sistema della Fed e pertanto delle stesse  banche che sono chiamati a valutare e sorvegliare.


 

Fonte: New Economic Perspectives