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Aggiunta di asset finanziari governativi = “Deficit”; distruzione di asset finanziari governativi = ”Surplus”

Professor Gufo

La parola "deficit", quando applicata alla contabilità finanziaria del governo di una nazione a moneta sovrana, che è una nazione che emette una moneta non convertibile corso forzoso, con un tasso di cambio fluttuante e nessun debito in una valuta che questo non emette, è un problema, perché l’etichetta "deficit" quando applicata a un tale governo non vuol dire quello che la maggior parte della gente pensa sia il significato. Come Michel Hoexter sottolinea: [ points out n.d.t.]

“. . . La parola "deficit" è mutuata dalla contabilità convenzionale dell'era del gold-standard, quando le valute dovevano essere fissate, nella loro quantità, dalla convertibilità delle stesse in una determinata quantità di metallo prezioso. Deficit significa in primo luogo una "mancanza", “un'assenza", e in materia di contabilità convenzionale significa essere "in rosso", non avendo di fatto un reddito sufficiente a coprire le spese. . . .

 In questo senso il termine "deficit" può essere correttamente applicato a famiglie, imprese e altre organizzazioni private e inter-governative, e agli Stati e le nazioni che non sono monetariamente sovrani, come gli Stati degli Stati Uniti ed i membri della zona euro. In tutti questi casi i governi interessati possono trovarsi a corto di soldi, e maggiore è il loro deficit, maggiore è il rischio che diventino insolventi. Ma quando questo termine viene applicato alle nazioni con moneta sovrana, allora la nozione di "deficit" è profondamente fuorviante, perché né la dimensione del "deficit", né il suo accumulo nel tempo, quando è accompagnato con la vendita di titoli del debito, fa alcuna differenza quando si tratta di solvibilità, perché i governi con una moneta sovrana hanno sempre un potere illimitato di emettere moneta, se decidono di rimuovere tutti i vincoli auto-imposti, i vincoli nell’emissione di valuta e nell’uso di questo potere.

C'è anche un problema corrispondente con il termine "surplus" come questo viene applicato alla contabilità di un governo monetariamente sovrano. I surplus dovrebbero rappresentare le situazioni nelle quali le entrate fiscali superano la spesa, e il divario tra di queste è descritto come "risparmio" netto, che aumenta le attività finanziarie del governo che riporta questo surplus. Un surplus per un determinato periodo di tempo è visto come "fare soldi" [“in the black” è un idioma che significa fare soldi, “in the red” è perderli n.d.t.] per quel periodo di tempo, come una cosa buona per il governo che lo fa, e la riduzione del "debito" che il governo apporta gli permette una maggiore capacità finanziaria nello spendere in futuro.

Il termine "surplus" in questo senso può essere correttamente applicato alle famiglie, alle imprese e alle altre organizzazioni private e inter-governative, e agli Stati e le nazioni che non sono monetariamente sovrani come gli Stati degli Stati Uniti ed i membri della zona euro. In tutti questi casi i governi interessati possono accumulare surplus come attività finanziarie, e maggiori surplus hanno, più il rischio che diventino insolventi diminuisce. Ma quando questo termine viene applicato alle nazioni che hanno sovranità monetaria, allora la nozione di "surplus" è profondamente fuorviante perché né la dimensione del "surplus" nel corso di un periodo di tempo, né il suo accumulo nel tempo, fanno alcuna  differenza quando si tratta di solvibilità, o nell’aggiungere alla capacità del governo di spendere, attualmente o in futuro, nella propria valuta.

Quindi, dal punto di vista della Modern Money Theory (MMT), sia i termini "deficit" che "surplus", e anche il termine "debito pubblico" sono fuorvianti quando applicati alle nazioni con moneta sovrana.  Riconoscendo questo, alcuni di noi hanno messo in giro l'idea di usare una nuova terminologia per parlare di contabilità nazionale. Nel recente post, di cui ho parlato prima, Michael Hoexter si propone di:

"Invece di " deficit ", vorrei far presente che l'eccesso di spesa rispetto alle tasse raccolte rappresenta il  "contributo netto" del governo per l'economia. Si può espandere o contrarre questa frase, a seconda delle esigenze della situazione: si potrebbe essere più espliciti espandendola a "contributo monetario netto del governo per la crescita dell'economia"; o accorciandola a "il contributo". "Contributo" indica l'aggiunta di qualcosa, senza la necessaria sottrazione di qualcosa d'altro, a qualcun altro."

Credo che questa sia la proposta sulla strada giusta, e sono d'accordo con l'idea di fondo, per quanto ne  ho capito. Ma non credo che la terminologia sia abbastanza per quello che ci serve. La ragione è che il "contributo monetario netto" è un miglioramento rispetto a "deficit"; ma non affronta il meme del "surplus", e la falsa idea che ci possano essere risparmi finanziari nazionali sopra e oltre la capacità illimitata di un nazione, monetariamente sovrana, di creare la sua moneta.

Potremmo dire che "il deficit" dovrebbe essere chiamato il contributo monetario positivo netto del governo per l'economia, mentre "il surplus" è un contributo monetario negativo. Ma non credo che questo possa funzionare anche per la diffusione del punto di vista della MMT come altre alternative alle quali si può arrivare, perché non appena si propongono termini omogenei come contributo positivo netto e negativo netto, gli occhi della gente si appannano più di quando qualcuno usa la terminologia  "disavanzo" e "surplus".

Quindi, ecco un'altra proposta per rinominare/riformulare i termini chiave in materia di contabilità del governo monetariamente sovrano.

- Quando un governo con moneta sovrana spende più di quanto tassa nel corso di un determinato periodo di tempo, che è la creazione da parte del governo di attività finanziarie nette per il settore non governativo. Chiamiamola "l’aggiunta".

- L'accumulo di attività finanziarie nette creato nel tempo è il risparmio finanziario nazionale netto, chiamiamolo “credito nazionale”. Il totale corrente degli strumenti del debito soggetti a limite è uguale a "il credito nazionale.".

- Quando un governo a moneta sovrana tassa più di quanto spende in un determinato periodo di tempo, è la distruzione da parte del governo di attività finanziarie nette nel settore non governativo. Chiamiamolo "la distruzione".

- L'accumulo nella distruzione di attività finanziarie nette nel corso del tempo è un esaurimento  finanziario nazionale netto. Chiamiamolo "l'esaurimento nazionale".

Quindi, per riassumere, per le famiglie senza moneta sovrana, le organizzazioni, gli Stati e le Nazioni, che sono tutte utenti della moneta di altri, o soggetti a mercati di tali monete, si può parlare di:

- La famiglia, organizzazione, o deficit nazionale;

- La famiglia, organizzazione, o debito pubblico;

- La famiglia, organizzazione, o surplus, e

- La famiglia, organizzazione, o risparmio del governo.

Mentre per le nazioni a moneta sovrana (che hanno tutte una capacità illimitata di emettere la propria moneta) si deve parlare di:

- L'aggiunta del governo;

- Il credito nazionale;

- La distruzione del governo, e

- L'esaurimento nazionale.

Ora, aprire la presente proposta di discussione! 

Fonte: http://neweconomicperspectives.org/2012/12/government-financial-asset-addition-deficit-government-financial-asset-destruction-surplus.html 

Traduzione a cura di Luca Pezzotta.