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Due banche italiane forniscono pochi dati sui prestiti per i test della BCE

Due banche italiane hanno fornito dati di bassa qualità relativamente ai loro “libri dei prestiti” quando i regolatori bancari hanno cominciato la revisione delle attività dei “creditori” nel continente; ha detto la Banca Centrale.

Le informazioni fornite da altre tre delle quindici banche italiane sotto esame della Banca Centrale Europea arrivano appena agli standard di qualità; ha detto la Banca d’Italia in un documento del 10 Febbraio distribuito alle banche ed arrivato a Bloomberg. Quattro creditori hanno fallito in termini di tempestività, è stato detto senza identificarli. Un funzionario della banca d’Italia si è rifiutato di commentare.

“Rettifiche conservative saranno probabilmente applicate per tenere conto della bassa qualità non del tutto affidabile delle informazioni fornite”, ha detto la banca centrale italiana nel suo documento di 40 pagine che non è stato reso pubblico. La BCE aveva stabilito la scadenza per la presentazione dei dati al 31 dicembre.

La BCE sta lavorando con i regolatori locali nella revisione delle attività di un anno sui libri dei prestiti e del portfolio del trading dei 128 maggiori istituti di credito della regione. Le banche che non soddisferanno i requisiti avranno bisogno di alzare il capitale, cercare fusioni o essere liquidate. I leaders politici europei hanno chiesto alla BCE di Francoforte di supervisionare le banche a partire da questo novembre per puntellare la fiducia in un settore ferito da una serie di salvataggi finanziati dai contribuenti.

Il documento della Banca d’Italia, titolato Esercizio AQR fase 2, prepara le banche per la seconda fase della revisione che comincia oggi. Il documento ha analizzato i dati già presentati dai creditori nella prima fase della revisione.

Squadre di revisori    

Si aspettano circa 23 revisori per ognuna delle due maggiori banche italiane, Uni Credit spa (UCG) e Intesa Sanpaolo spa (ISP), per iniziare le verifiche entro la settimana prossima; ha detto la Banca d’Italia nel documento. Le dieci banche minori delle quindici, invece, per la revisione della BCE, avranno 12 revisori  ciascuna; è stato detto.

Bayerische Landesbank, un istituto creditore tedesco pubblico si aspetta circa 40 revisori per l’ispezione odierna; lo aveva rivelato settimana scorsa il CEO Gerd Haeusler.

La banca italiana Monte dei Paschi di Siena, Credito Valtellinese Scarl (CVAL) e Banca Carige spa (CRG) sono tra gli istituti europei più a rischio di fallire la revisione ed i successivi stress test; Keefe, Bruyette&Woods Inc., che offrono servizi bancari, hanno detto in un rapporto del mese scorso. I due portavoce degli istituti si sono rifiutati di commentare il rapporto la scorsa settimana. Il portavoce di Credito Valtellinese non ha risposto alle chiamate ed alle e-mail.

Le banche del paese affrontano un deficit di capitale “gestibile” di ben 15 miliardi di € (20.6 miliardi di $), ha detto Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Associazione Bancaria Italiana, in una intervista questo mese

Tra gli obiettivi dei revisori della BCE c’è quello di valutare se le banche forniscono dati accurati sui rischi dei prestiti e se mettono da parte un capitale adeguato per quei prestiti.

La revisione della BCE dovrebbe concludersi entro ottobre. Questa ha settato il requisito minimo di capitale per superare la revisione sulla qualità delle attività dell’otto per cento delle attività ponderate per il rischio.       


                 

Fonte:  http://www.bloomberg.com/news/2014-02-17/two-italian-banks-provide-poor-data-on-loans-in-ecb-test.html

Traduzione a cura di Luca Pezzotta.