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Una nuova proposta per sfuggire alla crisi dell'euro. Post ospite di Alain Parguez

La seguente proposta è curata da Alain Parguez, professore emerito di Economia all’Università di Franche-Comté, Besançon-France (www.neties.com/parguez). Il professor Parguez è un critico di vecchia data delle vicende dell'Unione Europea. La sua critica incisiva all’architettura dell’Euro Zona precede di molti anni la crisi attuale. Da sempre affascinato dal suo punto di vista, sono grato per l'opportunità che mi ha concesso di postare questo pezzo. In attesa di commenti dei lettori.

 

Una proposta

Con decreto del Consiglio europeo gli Stati [membri] più ricchi il cui debito è valutato ancora piuttosto bene, creano una riserva, un fondo speciale gestito dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), che emette euro-bonds venduti alla BCE, tecnicamente alle rispettive banche centrali a tassi nulli o molto vicini allo zero.

I proventi dalla creazione di euro da parte della BCE saranno presi in prestito quasi a tasso zero da Grecia, Spagna, ecc ... il che potrebbe cancellare una quota del loro debito tale da invertire le aspettative delle banche private.

Il successo dipende da tre condizioni.

  • Prima condizione: Non più programmi di distruzione imposti alla Grecia. Tutti gli esistenti piani di distruzione dovrebbero essere bloccati.
  • Seconda condizione: I proventi di questa acquisizione di euro-bonds non dovrebbero essere inclusi nel debito pubblico, l’indebitamento dovrebbe essere un atto puramente convenzionale
  • Terza condizione: cosa accadrà nel futuro?

La tecnica fallirà se considererà solo il debito pregresso, che non andrà mai rimborsato. Deve liberare il futuro, consentendo a tutti gli Stati membri di cambiare il corso della loro politica e giocare di nuovo il loro ruolo di sostegno. Ciò significa che il principio della privatizzazione della finanza pubblica deve essere gettato via. Gli euro-bonds devono essere emessi da tutti gli Stati membri, per consentire la ricostruzione dell'economia e della società dell’Eurozona, tramite gli investimenti pubblici, by-passando le banche private ancora spaventate. La contropartita di queste obbligazioni è la crescita accelerata dello stock di capitale pubblico, inclusa ovviamente la sua componente fondamentale: il capitale umano.

I proventi saranno trasferiti a tutti gli Stati membri e in particolare agli Stati più poveri per ricostruire la loro economia reale, devastata dalla dipendenza da austerità punitiva imposta da Francia e Germania.


«Commenti:

"Potrebbe essere accettata questa soluzione? Devo esprimere le mie forti perplessità in quanto ciò viola il nascosto scopo supremo dell’"Unione". Invece di un sistema iper-capitalista che sta morendo potrebbe realizzare un nuovo sistema di produzione che potrebbe essere considerato socio-capitalismo. Come potrebbe questa evoluzione essere accettata dalla Germania e soprattutto dalla Francia, che stanno più che mai iniziando la gara all’ "Austerità" o "Rigor Mortis"?

Nessuna astuta innovazione finanziaria può salvare ciò che non può essere salvato perché non vuole essere salvato.

Lo smantellamento dello Stato, la sua privatizzazione condivisa da tutti i governanti europei è la vera pietra angolare dell'Unione. Cosa dovrebbero fare le banche con il denaro creato per salvarle, investirle in attività private che non sono state mai emesse a fronte di spese in grado di generare valore reale? Perciò, oltre a distruggere la base reale dell'economia e privare i titoli pubblici di qualsiasi valore reale, il "rimborso" forzato dei debiti genererà una nuova ondata di iper-speculazione e plusvalenze con dividendi tali da motivare quelle imprese, che una volta erano produttive, ad abbandonare, senza rimorsi, l'economia reale! Per quanto riguarda il rimborso anticipato decretato da Germania e Francia per il proprio debito si può solo piangere prima che una tale follia della classe dirigente dominante venga attuata !!!

Infine, la perdita di valore delle attività private, il crollo dei "mercati finanziari" sarà il crepuscolo degli dei del Walhalla dell'Unione Europea. »


 

Fonte: dal blog di Yanis Varoufakis, 25 novembre 2011