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UE e piena Dis-occupazione

Il titolo UE e piena Dis-Occupazione vuole essere uno slogan che riassume il tema del convegno. Ci è noto che la Banca centrale europea gestisce l'euro e definisce e attua la politica economica e monetaria dell'UE.

Il suo compito principale è mantenere la stabilità dei prezzi, ma con evidenza non si occupa altrettanto di mantenere la gente occupata con salari e diritti garantiti. Le aziende che abbiamo elencato in locandina Alcoa, Omsa, Indesit, Ilva e così via sono alcuni tra gli esempi più rilevanti di licenziamenti, delocalizzazioni e taglio di diritti nel nostro paese …

L’Alcoa si è fermata tre anni fa a Portovesme e i dipendenti inizialmente in cassa integrazione, ora sono tutti disoccupati. La vicenda coinvolge 450 addetti diretti più 350 appaltanti. Il numero uno della Cgil sarda Michele Carrus il 9 novembre a Cagliari afferma: “Siamo mobilitati e organizzeremo tutte le manifestazioni che serviranno, a Cagliari, a Roma e, se necessario, anche a Bruxelles, per far ripartire l'Alcoa a Portovesme e per assicurare alle aziende isolane, sono ben diciotto quelle che oggi ne usufruiscono, un provvedimento che dia l'assenso in tempi rapidi alla proroga della super-interrompibilità inserendola nella legge di stabilità ,senza il quale molte si troverebbero in grave difficoltà dall'1 gennaio 2016 oltre che la garanzia del sostegno al reddito per tutti i lavoratori della filiera".

L’Omsa delocalizza in Serbia e lascia a casa le lavoratrici. Dal 1 aprile 2015 sono state licenziate le ultime 58 ex operaie delle 320 totali, non più ricollocabili della OMSA, la più grande fabbrica con lavoratrici donne della provincia di Ravenna.

L’Indesit acquisita da parte del colosso statunitense degli elettrodomestici definita come “L’operazione fantastica" da Matteo Renzi sta producendo un taglio di oltre 1.300 posti negli stabilimenti di Carinaro (Caserta) e nel centro di sviluppo di None (Torino); ci saranno altri 480 tagli: 200 a Comerio (Varese), 200 a Fabriano, altri 80 nella sede di Milano (sede chiusa).

Ilva è un caso limite di un azienda, che produce acciaio, di 12.000 persone più 8.000 del suo indotto. L’Ilva è stata commissariata e i soldi sequestrati ai Riva, potenziali risorse dello Stato, sono bloccati, non possono essere reinvestiti nel gruppo Ilva per la indispensabile bonifica degli impianti. Una azienda in perdita non più competitiva e con le sue concorrenti europee che premono sulla Commissione Europea per la sua immediata chiusura.

Ne parliamo col mondo accademico e quello politico sindacale che questa sera sono:

Claudio Sardoni, ordinario di Economia Politica presso l’Università La Sapienza di Roma. Occupandosi di Macroeconomia ci darà un quadro del contesto europeo e delle politiche intraprese dalle istituzioni europee con i limiti, criticità di queste misure

Giorgio Cremaschi, già presidente del Comitato Centrale della Fiom e autore ultimamente del pamphlet "Lavoratori come farfalle”. Giorgio è testimone di come il sindacato più forte d’Europa si sia arreso davanti al mercato ed al profitto svendendo i salari ed i diritti dei lavoratori in cambio di riconoscimenti istituzionali.

Conobbi Giorgio esattamente due anni fa a Bari e gli feci una breve intervista. La mia prima domanda fu: "Come mai la questione dell’euro e dell’eurozona è stata affrontata così in ritardo da parte della sinistra, con il rischio di farsi scavalcare dalla destra? "

Mi rispose, tra l’altro, che la sinistra è stata troppo timida per paura di essere considerata nazionalista.

La domanda per me rimane attuale, anche se con piacere posso affermare che la timidezza è stata superata, infatti sabato scorso, a Roma, si è riunita la prima assemblea nazionale della Piattaforma Sociale “No Euro No Ue No Nato” tra i cui primi firmatari compare proprio Giorgio.

Economia per i Cittadini come gruppo ha, in questi giorni, deciso di aderire ai futuri lavori di questa piattaforma chiamata anche campagna EUROSTOP!

Giacomo Bracci. Pochi giorni fa era a Bruxelles dove presso il parlamento Europeo ha partecipato con Warren Mosler alla conferenza “Euro, il momento della verità” organizzata dal movimento 5 stelle. Iniziamo con Giacomo che presenterà la proposta della nostra associazione EPIC : i programmi di lavoro garantiti.

 

il video della conferenza Ue e Piena dis-occupazione, svoltasi a Bologna il 28 novembre 2015.

Gli interventi iniziano dal minuto 10. Il caricamento del video potrebbe richiedere alcuni secondi, è sufficiente fare doppio click nel riquadro video, in caso di problemi.