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Surplus tedeschi: questa volta è differente

Traduciamo di seguito il post odierno del blog di Paul Krugman sul NYT.Il nostro parla ancora di Germania e del suo ruolo nel commercio mondiale. Benché ineccepibile da un punto di vista analitico, le considerazione del Premio Nobel sembrano trascurare le cause dei grandi surplus tedeschi dal ’79 al ’92 e dal 2000 ad oggi.
Questo blog non vuole assurgere a campione di analisi econometriche, ma è probabile che una sovrapposizione temporale così esatta tra i periodi di surplus estero della Germania e i meccanismi di fissazione del cambio, SME prima e Euro poi, ci porti ad ipotizzare che una correlazione, se non anche una relazione di causalità dei secondi rispetto al primo, non sia affatto impossibile.

Graphic German current account balance 

C’è stato un periodo precedente di eccedenze nella metà degli anni ’80, in gran parte come controparte dell’era americana dei deficit Reaganiani. Ma la Germania non è ha avuto alcun surplus in tutti negli anni ’90 [in realtà a partire dal 1992, casualmente dalla dissoluzione del Sistema Monetario Europeo, a.k.a. SME]. Il grande cambiamento si è avuto con l’introduzione dell’euro, e con i corrispondenti ingenti flussi di capitali verso la periferia europea.

Insieme a questa azione è avvenuto venuto un forte calo relativo del costo del lavoro tedesco; qui rappresentato dai dati OCSE:

Graph Relative unit labour cost

Ancora una volta, il punto è che questo aveva un senso nel corso del grande trasferimento di capitale nell’eurozona. Il problema è che la Germania ha continuato a mantenere il costo del lavoro altamente competitivo [ndr: basso rispetto ai competitor] e ad avere enormi surplus dallo scoppio della bolla – e, in un’economia mondiale depressa, ciò rende la Germania una parte significativa del problema.”

Fonte: KAPPA DI PICCHE

Fonte: Paul Krugman su NYT