Cerca in Biblioteca

Archivio

Powered by mod LCA

Donazioni

Puoi fare una donazione tramite IBAN: IT53M0335901600100000101247 oppure con Paypal

Importo:  Valuta:

Conferenza “Disoccupazione e fallimenti? No grazie. Come si esce dalla crisi”

Il Comitato di Cesena “MMT per il Patto Sociale. Spesa a Deficit” e l'Associazione nazionale EPIC (Economia per i Cittadini)

presentano la conferenza

“Disoccupazione e fallimenti? No grazie.Come si esce dalla crisi”

 

evento disoccupazione e fallimenti? no grazie

 

Esperti nazionali di Teoria della Moneta Moderna (MMT) contro le recessive politiche di austerità.

A Galeata (FC), venerdì 5 aprile, l'Associazione nazionale “Economia per i Cittadini” (EPIC), con il supporto del Comitato di Cesena “MMT per il Patto Sociale. Spesa a Deficit”, invita i concittadini, lavoratori e piccole imprese alla conferenza pubblica “Disoccupazione e fallimenti? No grazie.

Come si esce dalla crisi”, presso il Centro Giovani, nel Teatro Comunale, in Via Cenno Cenni 1, alle ore 21.00. L'economia è facile quando chi la spiega non ti vuole ingannare. Oggi capire l'economia è fondamentale. Siamo da 5 anni in una gravissima recessione: crollano gli stipendi, i redditi, i consumi. Fioccano i fallimenti e le chiusure di imprese e i licenziamenti. Dunque la crisi prosegue. La Troika (Commissione Europea, BCE, Fondo Monetario Internazionale) e il partito unico dell'austerità ci stanno imponendo ulteriori tagli a sanità, pensioni, scuola pubblica, servizi alla famiglia, ai disabili, agli anziani. Questa è la loro “cura”, ma le politiche di austerità tolgono denaro a imprese e famiglie e non solo peggiorano la crisi, ma ne furono l'innesco.

Tramite gli studi della scuola economica MMT capiremo la vera origine della crisi, la disfunzione dell'euro zona e impareremo come uno Stato sovrano può agire in funzione anti-crisi.

La MMT, su cui si basano i ricercatori di EPIC, fonde tre autorevoli e note scuole di economia operative già 100 anni fa. Esse in forza dei loro studi operarono il salvataggio dalla Grande Crisi del '29, la ripresa europea dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Miracolo Economico dell'Italia, la ripresa di molti Stati azzerati da regimi coloniali. La MMT oggi sbugiarda il “partito unico” dell'austerità , tanto che questo “partito” oggi, dopo anni di menzogne, ha apparentemente cambiato linea, ora affermando che le austerità non bastano, ora affermando di voler spendere per i servizi. Non crediamogli. Gli accordi europei presi a dicembre 2012 parlano chiaro. Se dipenderà dal “partito unico” delle austerità, i tagli continueranno per famiglie e imprese, ma con l'aggiunta di altre “cure” fuorvianti e irrisorie. Nel mirino delle misure di austerità continua ad esserci l'economia italiana, che costituisce concorrenza in Europa. Nel mirino c'è la classe lavoratrice e media e le piccole imprese che devono essere depredate dalle élite finanziarie. “Non ci sono soldi” si dice. Lo Stato deve alle imprese circa 95 miliardi che i Comuni non pagano a causa della stretta dei trattati europei. La risposta della Commissione Europea all'Italia è l'ipotesi di devolvere 20 miliardi (e gli altri?) a pagamento delle imprese e altri 20 alle banche, lasciando un enorme scoperto per le imprese creditrici per il restante. A parte l'iniquità che si profila, come fa la Banca Europea per gli investimenti a creare 20 miliardi 20? E durante l'estate 2012 come fece la Banca Centrale Europea a creare 500 miliardi per istituire un Fondo privato di usura per gli Stati, il MES? E come fece la BCE sempre nel 2012 a creare 2000 miliardi per rimpolpare i “buchi” delle banche”? Ci dicono: “Non ci sono soldi”, ma è falso. E questi fatti lo dimostrano. Infatti è una realtà contabile non contestabile che qualunque autorità, voluta dalla popolazione, ad esempio uno Stato, o impostasi sulla popolazione, ad esempio la BCE, che sia monopolista della moneta, è in grado di creare tutte le spese pubbliche al netto che siano necessarie, se ce n'è la volontà politica e se esistono le vie istituzionali per farlo.

Ma questa capacità ci viene nascosta con il mito della “scarsità della moneta”. La natura dello Stato moderno non è quella di avere scarsità, carenza e limitatezza di denaro. Questa condizione è invece tipica degli Stati dell'euro zona. Altri Stati più avveduti, come la Gran Bretagna, non hanno accettato vincoli di emissione e, in quanto Stati, hanno voluto mantenere la prerogativa di emettere moneta in modo monopolistico. Quando non spendono per i cittadini è perchè prevale il partito unico dell'austerità. Ma uno Stato che crea la propria moneta è sempre in grado di invertire la rotta di una crisi, immettendo il suo carburante nell'economia di famiglie e imprese. Se vuole. “Un bilancio pubblico sano non deve essere in rosso”, gridano coloro che vogliono azzerare il deficit. Invece è falso. Nella loro ignoranza essi considerano i bilanci pubblici separatamente dal bilancio del settore privato, in modo che il “rosso” del settore pubblico, sia isolato dai suoi effetti concreti sul settore privato. Ebbene, da più di 80 anni, grazie alla finanza funzionale, si sa molto bene che il “rosso” dello Stato, per la regola della partita doppia, provoca effetti specularmente opposti e positivi nell'economia reale. Il deficit, cioè quella parte di spesa dello Stato (uscite) che supera le tasse (entrate), è ciò che resta a famiglie e imprese del denaro pubblico immesso nell'economia reale, dopo che i cittadini e le imprese hanno finito di pagare tasse. Il deficit pubblico è il risparmio e il reddito delle famiglie e delle imprese; è ciò che dà motivo alle imprese di continuare a lavorare.

Quando il deficit sparisce, come accade ora in Italia a causa del Pareggio di Bilancio, ai cittadini non restano risparmi e le imprese non fanno più utili. E' quindi necessario che lo Stato possa spendere a deficit e che lo faccia. E quali sono le condizioni che lo consentono? Devono esistere le vie istituzionali e un sistema monetario adatto per farlo. Per fare ciò è necessario: 1) tornare alla moneta di monopolio di Stato; 2) stracciare ll Trattato europeo che ci lega al pareggio di bilancio permanente; 3) stracciare il trattato europeo che ha istituito il fondo privato che salva le banche con il denaro dei cittadini.

 

 

Info locali: 346-5187126

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Info nazionali: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.economiapericittadini.it