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Randall Wray - Deficit gemelli e sostenibilità

Nella seconda metà degli anni '80, l'economia statunitense produsse simultaneamente - per la prima volta dal dopoguerra - enormi deficit nel bilancio federale e ampie passività nelle partite correnti, conosciuti come i "deficit gemelli" (Blecker 1992; Rock 1991).

 

Questo generò molto dibattito e apprensione, per lo più concentrati sui presunti effetti di "spiazzamento" (Concetto economico che prevede una riduzione della spesa privata come effetto di un aumento della spesa pubblica, N.d.T.) (Wray 1989). Molti affermarono che il deficit di bilancio stava assorbendo il risparmio privato, lasciando ben poco agli investimenti interni, e che il deficit "gemello" delle partite correnti stava assorbendo il risparmio estero. Ne sarebbero risultati maggiori tassi d’interesse e quindi minore crescita economica, dato che la spesa interna - specialmente per investimenti aziendali e nel settore immobiliare - era appunto depressa. Inoltre, il debito pubblico e quello estero avrebbero gravato sulle future generazioni di Americani, che avrebbero dovuto pagare i soli interessi e alla fine estinguere il debito. La soluzione varata fu quella di promuovere il risparmio interno tagliando la spesa del governo federale e i consumi privati (Rock 1991; Council of Economic Advisers 2006). Molti guardarono all'alto tasso di risparmio privato del Giappone come a un modello di adeguata conduzione di un'economia.

I deficit gemelli sono tornati alla ribalta. Dopo aver ottenuto dei surplus alla fine del boom dell'era Clinton, il bilancio del governo federale si mosse rapidamente verso il deficit, riducendo di circa il 7 percento il reddito netto disponibile(d'ora in avanti RND). Allo stesso modo, il disavanzo delle partite correnti, che si era ridotto di più della metà durante gli anni di Clinton, esplose. (Il deficit delle partite correnti è definito come l'eccesso delle importazioni e di altri pagamenti correnti di una nazione sulle sue esportazioni e altri ricavi correnti. N.d.T.) Attualmente è il doppio, in relazione al RND, del livello raggiunto durante il suo picco precedente negli anni '80.

Questa volta, il dibattito raggiunge quasi un livello isterico, con fosche previsioni riguardanti non solo gli intollerabili pesi per i futuri americani, ma persino la possibile bancarotta del governo federale e dell'intera nazione (Altman 2006). Ulteriormente, l'insaziabile appetito degli americani per i risparmi mondiali non solo danneggia il loro stesso benessere, ma deprime anche la crescita nelle nazioni in via di sviluppo. Il Council of Economic Advisers raccomanda che "gli USA dovrebbero aumentare il proprio tasso di risparmio interno" per ridurre il deficit delle partite correnti e la propria dipendenza dai risparmi stranieri (2006, p. 127). C'è ampio accordo sul fatto che entrambi i deficit siano insostenibili.

In questa Policy Note, sostengo che i deficit gemelli sono, in effetti, "insostenibili", ma per ragioni che sono completamente assenti dal pubblico dibattito. Per prima cosa illustrerò brevemente il quadro teorico che è stato adottato per quest’ analisi. Poi passerò in rassegna i recenti dati storici, quindi tornerò a esaminare per quale motivo i deficit gemelli sono insostenibili.


L'intero articolo tradotto in italiano è disponibile in pdf

Deficit gemelli e sostenibilità

di L. Randall Wray

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testo duplicabile o utilizzabile da terzi, dietro citazione di Epic come fonte


Fonte: http://www.levyinstitute.org/pubs/pn_3_06.pdf

Traduzione di Emiliano Galati