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Un'altra politica economica è possibile

Trascrizione dell’intervento del prof. Augusto Graziani al convegno "Un'altra politica economica è possibile", registrato a Roma martedì 12 settembre 2006.

 

"(...) Uno dei punti che è emerso in tutti gli interventi è ovviamente quello del debito pubblico e della sua riduzione. Ora, a costo di essere considerato un tantino eretico, io dirò che non mi scandalizzo per l'esistenza del debito pubblico in se. Tutto sommato esistono cittadini che sono disposti a dare a prestito, in cambio di un interesse, e altri invece che il settore pubblico ha bisogno di prendere a prestito per alimentare la spesa pubblica.

E allora, nell'insieme dell'economia nazionale, l'esistenza di un debito pubblico non mi pare cosa estremamente scandalosa.

E non vorrei, cosa che invece a volte mi viene fatto di sospettare, che quando si parla di debito pubblico e si bolla il debito pubblico come una sorta, non so se, di debolezza o di infamia nazionale, si faccia una trasposizione rispetto al debito esterno, cioè al debito collocato presso risparmiatori di altre economie.

Perché è evidente che se l'economia nazionale si indebita verso altri paesi questo rappresenta un onere che prima o poi andrà soddisfatto, e quando andrà soddisfatto potrà comportare una riduzione del reddito nazionale dei consumi, perlomeno.

E allora penso che se invece noi discutiamo soltanto di debito interno, la cosa in se, sia molto meno drammatica.

 

E mi preoccuperei invece molto di più dell'altro aspetto, e cioè: lo Stato cosa fa di queste risorse prese a prestito? Il problema - in altri termini - della natura della spesa pubblica. Sulla Natura della spesa pubblica mi sembra di notare una attenzione molto minore di quella che invece mi sembra di notare sul problema del debito e dell'indebitamento.

La spesa pubblica, evidentemente, deve avere le sue finalità che devono essere anzitutto quelle della ripresa, visto che l'economia nazionale non è in un periodo particolarmente brillante (2006, ndr), e devono essere anche quelle di stimolare la ricerca scientifica, perché la ricerca scientifica e il progresso tecnico sono poi la fonte di risorse che facilitano, anzi accelerano lo sviluppo del reddito nazionale.

 

Allora io direi che sia molto rilevante occuparsi della natura della spesa pubblica, quanto di questa spesa pubblica viene effettivamente e concretamente rivolto a stimolare la ricerca, quanto effettivamente viene rivolto a mille altri rivoli, che hanno certamente l'effetto di sollevare, sostenere la domanda globale, ma hanno soltanto un effetto immediato, non hanno quell'effetto di lungo periodo che viceversa ci si può e ci si deve attendere da un amministrazione oculata della spesa pubblica.

 

Io non avrei altre osservazioni da fare, se non queste due piccolissime che ho accennato. E cioè che sarei meno preoccupato del debito pubblico in se e per se, e sarei invece molto interessato a una discussione concreta sul contenuto della spesa pubblica.

Grazie." 


Trascritto da EPIC dalla fonte: http://www.radioradicale.it/scheda/206681/unaltra-politica-economica-e-possibile?i=1263402 (a partire dalla 2 ora e 24 minuti)