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Deflazione: sintomo o malattia?

Oggi, i media italiani hanno dato la notizia che i prezzi nel mese di gennaio si sono abbassati dello 0,6% rispetto ad un anno fa la deflazione viene descritta come una malattia, un contagio.

Il fatto che un componente della deflazione sia il calo del prezzo del greggio dovrebbe essere una buona notizia per un paese importatore di petrolio come l'Italia. Ma non lo è! La TV nazionale (Rai) insiste sul fatto che la deflazione sia un incubo, e altri media si augurano il ritorno dell'inflazione grazie al QE di Draghi.

Alcuni definiscono la deflazione una emergenza nazionale, eppure, sembra che abbiano difficoltà a spiegare perché i prezzi in discesa siano una tale cattiva notizia. Infatti, sembra che non siano in grado di spiegarlo, almeno fino a quando non la smetteranno di confondere il sintomo per la malattia.

Una delle spiegazioni che viene data è che la deflazione significa PIL inferiore ai prezzi correnti, e questo rende il rapporto debito/PIL negativo. Questo dovrebbe dimostrare quanto sia stupida la regola del Debito/PIL, piuttosto che essere un vero motivo di preoccupazione. Per me, la cattiva notizia è qualsiasi indicatore economico che mi indichi che sta accadendo qualcosa di brutto al tenore di vita reale delle persone. Il 13,4% di disoccupazione, con una disoccupazione giovanile al 43,9%: Parliamo di questo incubo (per non parlare di quello decisamente peggiore della Grecia).

Un'altra delle spiegazioni è veramente singolare (ma molto nota tra gli economisti che hanno familiarità con l'ipotesi delle aspettative). In tale prospettiva, la deflazione è un male perché i consumatori in attesa di un calo dei prezzi posticipano i loro acquisti causando l'attuale prolungamento della stagnazione. Beh, in realtà, se la deflazione in Italia fosse stata causata solo dalla caduta dei prezzi del petrolio, ci sarebbe motivo per festeggiare, e non c’è nessuna ragione per la quale la BCE dovrebbe riportarci al 2% [d'inflazione annua, NdT], se non un'altra regola folle. Se l'IVA fosse tagliata del 50%, la deflazione diverrebbe ancora più grande, almeno per un aggiustamento una-tantum. Ciò nonostante, i consumatori starebbero molto meglio.

La deflazione è un sintomo

Quando i prezzi sul mercato interno scendono perché le importazioni, come per il petrolio, divengono più convenienti, la deflazione è un segnale (positivo) di migliori condizioni di scambio. Non un incubo, non un contagio. In parte l’attuale deflazione in Italia riflette questa opportunità positiva.

L’attuale deflazione italiana è un problema, perché riflette il fatto che i salari sono stagnanti, e i salari lo sono perché la domanda è stagnante, la domanda è bloccata a causa del debito privato, che non è in grado di finanziare gli investimenti, cosa che viene inibita (dalla stupida regola debito/PIL discussa in precedenza) anche al Debito pubblico.


traduzione di Alberrto Mantova

fonte: http://www.ateconomics.com/2015/02/03/deflation-symptom-or-disease/