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Job Guarantee ed il cuore della MMT - prima parte

Studiosi e fondatori della MMT hanno dato vita ad uno stimolante dibattito sul ruolo del JG (la garanzia del lavoro) nel corpo teorico della Modern Money Therory. Non si tratta solo di riflessioni teoriche ma di un importante chiarimento e approfondimento su cosa sia il JG. Il tema del lavoro è quanto mai centrale nella crisi economica, e la MMT ha gli strumenti per comprendere e proporre soluzioni. Il ricco confronto si sviluppa in 16 parti. Ecco la prima

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testo duplicabile o utilizzabile da terzi, dietro citazione di Epic come fonte.


 

Job Guarantee ed il cuore della MMT - prima parte -

Modern Monetary Theory: sta prendendo piede?

 

La  Teoria Monetaria Moderna (Modern Monetary Theory), un approccio all’economia che evidenzia i dati legati al funzionamento effettivo dei sistemi di moneta fiat nel mondo reale e le implicazioni di questi per la politica fiscale ed economica, sta cominciando a prendere piede. Sempre più persone, infatti, stanno contribuendo a modellare questo approccio e stanno partecipando al dibattito circa la sua natura. Recentemente John Carney, della rete televisiva CNBC, agitò le acque all’interno della comunità della MMT esprimendosi a suo favore.

 

Nell'esprimere le sue idee, infatti, è anche emerso il suo disaccordo con l’accento posto dai fondatori originari della MMT, Warren Mosler, Bill Mitchell, Randy Wray ed i loro primi studenti e collaboratori, sull’idea politica del Job Guarantuee (JG), (letteralmente “garanzia di un lavoro” ndt), inteso come un modo per raggiungere sia la piena occupazione che la stabilità dei prezzi.

Carney è dell'idea che un programma JG si dimostrerebbe “enormemente inflazionistico”, un incubo burocratico e stagnante dal punto di vista economico. Le opzioni, a suo parere, sono due: o il programma non è parte fondante della MMT, oppure la stessa MMT è sbagliata.

 

Il post di Carney, ha provocato un'esplosione di discussioni e commenti in diversi blog qui, qui, qui, qui e qui. Alcuni credono che la politica del JG sia in qualche modo legata alla elementare descrizione che la MMT fornisce riguardo ai dati ed alle operazioni dei sistemi di moneta fiat, e che in realtà non sia essenziale alla MMT in quanto approccio all'economia.

Peter Cooper su heteconomist voleva scrivere una serie sulla materia con ogni nuova puntata guidata dal commento ai suoi precedenti post sull'argomento

 

Fino ad ora ho resistito alla tentazione di prendere parte alla discussione ed esprimere il mio parere perché, quando mi è capitato di scrivere sulla Teoria Monetaria Moderna, la mia preoccupazione maggiore è stata quella di divulgare il suo punto di vista generale, concentrandomi sui miti e le favole dell'ideologia neoliberale che essa sfata. Mi sono anche preoccupato di esplorare le implicazioni politiche dell'utilizzo del Proof Platinum Coin Seigniorage (PPCS) nel contesto dell'approccio MMT per poter dare ai progressisti le basi per diventare più aggressivi nella loro difesa della politica fiscale per risanare i vari problemi economici e sociali degli Stati Uniti.

 

Dal mio punto di vista, il dibattito interno tra i simpatizzanti della MMT, sembrava essere inizialmente una distrazione dalla ben più importante opera di divulgazione. Dopo aver letto molti dei post e dei commenti, ho realizzato invece che capire quali siano i pilastri fondanti della MMT, come venga spiegato, cosa sia parte fondante della teoria e cosa no, è molto importante dato che, probabilmente, non è stato completamente chiarito nel dibattito. L'obiettivo di quanto segue, quindi, è quello di esaminare lo scopo della MMT. Comincerò con il post di Cullen Roche sul programma JG e sulla corrente dominante della MMT.

 

Cullen Roche ed il Job Guarantee

 

Ritengo che Cullen abbia posto la questione in termini ben azzeccati qui:

“Non è che pensi che il JG “non possa” essere una componente della MMT (Bill è stato estremamente chiaro nel dire che il JG è un punto “centrale” della MMT e non “marginale”), tuttavia sono dell'idea che la nostra conoscenza, comprensione ed implementazione della moneta moderna non debba includere il JG. Il JG può anche essere un elemento fondamentale dell'idea che ebbero i fondatori quando diedero vita alla MMT, ma questo significa esclusivamente che il JG era importante nella concezione originaria della MMT. Senza contare che, in ogni caso, non hanno dimostrato in nessun modo che il JG sia l'impiego ideale del potere derivante dal monopolio governativo sull'emissione della valuta (malgrado prove consistenti ed argomentazioni persuasive). Prossimamente approfondirò più dettagliatamente la questione ma, molto semplicemente, non credo che il JG sia l’impiego migliore di queste forze monopolistiche, potrebbe anzi, a lungo termine, rivelarsi estremamente sconveniente. Credo, piuttosto, che ci siano altre vie in grado di condurre alla stabilità dei prezzi e ad una piena occupazione.”

 

Credo che Cullen ponga bene la questione, ma non in maniera completa. Non spiega la ragione per cui il programma del JG sia ritenuto essenziale dai fondatori della MMT, evitando di esporre le ragioni dei fondatori, e credo gli sfugga un elemento importante sfuggito anche a John Carney, Rogue Economist e molti altri bloggers e commentatori che si sono espressi sulla materia durante la scorsa settimana. I primi esperti dell'approccio MMT non si limitano a descrivere semplicemente le realtà monetarie e poi ad affermare che questa descrizione è dove la MMT si ferma. Dal momento che il denaro è in definitiva una creatura del governo, che in cambio, è obbligato dalla costituzione a provvedere al benessere comune, essi sottolineano che la politica fiscale del governo dovrebbe essere guidata da criteri in grado di stabilire se essa adempie o meno al fine pubblico; la politica fiscale dovrebbe, inoltre, essere valutata a posteriori, in base all'effetto prodotto sulla società: se, ad esempio, il suo risultato è stato quello di avvicinare la società al fine pubblico, oppure se si è limitata ad arricchire solo una piccola parte della popolazione.

 

Le ragioni del Job Guarantee

 

Sono consapevole del fatto che il termine “fine pubblico” sia un’astrazione e che per alcune scuole di economia, che non riconoscono le realtà collettive, il termine è privo di senso. Per la maggior parte degli americani, tuttavia, termini quali “interesse sociale”, “benessere comune”, e “fine pubblico” sono importanti standard normativi scritti nei nostri documenti fondativi che hanno rilievo sia nel nostro ordinamento giuridico che nel diritto positivo. Bill Mitchell, Warren Mosler, Randy Wray, Stephanie Kelton, Scott Fullwiler, Marshall Auerback, Pavlina Tcherneva, Mat Forstater, Jan Kregel, Eric Tymoigne, Rob Parenteau, Yeva Nersisyan, Michael Hudson, Bill Black, e Jamie Galbraith hanno tutti scritto sulla politica fiscale, tenendo presente questo aspetto. Per loro la politica fiscale della MMT è orientata all’adempimento di obiettivi pubblici, tra cui piena occupazione e stabilità dei prezzi, perché 1) questi obiettivi sono scritti nelle nostre leggi e 2) l'alto tasso di disoccupazione è causalmente correlato a molti altri effetti di una cattiva politica fiscale.

Per utilizzare le parole che Randy Wray pronuncia il 28 aprile del 2010 alla conferenza tenuta a Washington “Fiscal Sustainability Teach-In Counter-Conference”:

“00:13:52 Ma… sociologi e scienziati politici evidenzierebbero anche questi altri elementi, che sono altrettanto preponderanti e che vengono praticamente sempre ignorati dagli economisti. Ok, li elencherò brevemente: povertà, emarginazione sociale, crimine, deterioramento sociale (perché la disoccupazione è solitamente concentrata a livello regionale e tutti gli americani sono consapevoli del fatto che si possono identificare zone del paese che soffrono, a causa della disoccupazione, in misura maggiore rispetto ad altre), questioni di sanità pubblica, disgregazione delle famiglie, abbandoni degli studi. Si insomma, tutto questo è parte integrante di tutta la letteratura al di fuori dell’economia ed incentiva violenza, ostilità etnica e persino terrorismo. Si è verificata la perdita di capitale umano, perché quando le persone sono disoccupate per un lungo periodo di tempo diventano inidonei al lavoro, in parte perché cambiano a livello comportamentale, ma anche a causa del modo in cui vengono percepiti dai potenziali datori di lavoro. Sei disoccupato da due anni, non me la sento di scommettere su di te. Quindi, che si tratti di una perdita di capitale umano effettiva o di una perdita di capitale solo percepita come tale, impedirà a queste persone di avere le stesse opportunità che avrebbero potuto avere se il nostro paese non si trovasse da due anni in questa fase delicata. Ok, isteresi: i disoccupati da lungo tempo diventano inidonei al lavoro per tutta la serie di cose che sto menzionando. Diventi senza tetto e questo avrà un impatto enorme sulla tua capacità lavorativa.”

 

In breve, i fondatori della MMT pensano che i veri costi della disoccupazione siano molto, molto più alti di qualunque rialzo a breve termine dei prezzi o di qualunque effetto collaterale che potrebbe risultare dall'istituzione di un programma JG che sostituisce con una scorta regolatrice di piena occupazione e che servirebbe da stabilizzatore automatico anti-ciclico sia durante le recessioni che durante le fasi di espansione, l'attuale scorta regolatrice di disoccupazione, che può contenere l'inflazione da domanda, ma solo sostenendo i costi effettivi qui sopra menzionati da Randy

Dal punto di vista della MMT, inoltre, bisogna necessariamente utilizzare un tipo di scorta finanziaria per raggiungere la stabilità dei prezzi, poiché l’economia fa affidamento sul monopolio della valuta corrente e dei settori privati del mercato del governo.

Nel suo commento al post di Cullen, Warren Mosler scrive:

“… si tratta quindi di “scegliere” tra

Oro

Effetti

Disoccupazione

occupato/ JG/ELR (Employment of Last Resort)

Grano

Qualunque cosa!

Io scelgo occupato/JG/ELR, dal momento che funge da scorta stabilizzatrice nel migliore dei modi, sulla base di qualsiasi/ tutti i criteri di scorta regolatrice..." 

 

Prendendo in considerazione tutta la ricerca effettuata sul programma JG dai fondatori della Teoria Monetaria Moderna, e considerando anche pareri come questo di cui è piena la letteratura riguardante la MMT, credo che quella di Warren sia un'argomentazione quasi decisiva a testimonianza del fatto che il programma JG è una parte fondante della MMT, considerato che, ovviamente, si accetti che la piena occupazione e la stabilità dei prezzi siano una componente altrettanto importante del “fine sociale” o del “benessere comune”, e che si sia dell'idea che la politica fiscale del governo debba adempiere al fine pubblico. Dato che tutti i fondatori della MMT e, in un secondo tempo, tutti i suoi sostenitori, tra cui il sottoscritto, accettano e comprendono quanto detto, non c’è da stupirsi se crediamo che il JG sia una parte fondante della MMT.

 

E se non si accettasse il “fine sociale” come un parametro normativo a guida della politica fiscale e monetaria, o se si credesse che piena occupazione e stabilità dei prezzi non costituiscano i mezzi da impiegare per raggiungere il fine pubblico, o se si pensasse che qualcos'altro possa meglio adempiere al fine pubblico ed allo stesso tempo condurre alla stabilità dei prezzi e ad una piena occupazione? Allora il verdetto sull'appartenenza o meno del programma JG al cuore della MMT potrebbe variare.

 

Discuterò la questione nella seconda parte.


Fonte: http://www.correntewire.com/the_job_guarantee_and_the_mmt_core_part_one

traduzione di M. E.