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Il Programma Job Guarantee ed il cuore della MMT - Ottava parte, Il salario JG

In questa parte si entra nel concreto di un tema molto dibattuto tra gli stessi studiosi e fautori del programma di garanzia del lavoro. Quale deve essere il salario minimo di un occupato nel programma JG? Non c'è una sola risposta. L'opinione dell'autore è che non si possa definire un salario senza considerare variabili quali il reale costo della vita che, in un paese come gli USA, varia a seconda delle diverse aree. Il salario di un lavoro JG è inteso come il salario minimo al di sotto del quale il settore privato non può scendere: la definizione di questo salario minimo richiede considerazioni non solo economiche, poiché si tratta di una scelta da cui derivano profondi impatti sul tessuto sociale.

Il ricco confronto sul Job Guarantee è articolato in 16 parti.

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testo duplicabile o utilizzabile da terzi, dietro citazione di Epic come fonte.


 

Il Programma Job Guarantee e il cuore della MMT - Ottava parte, Il salario JG 

Esco un po’ dalle mie critiche ai vari post che sostengono che la proposta MMT della garanzia del lavoro non è il cuore dell’approccio MMT. Come ho sostenuto nei post precedenti di questa serie, io sono davvero convinto che lo sia, perché penso che sia il mezzo migliore che conosciamo in questo momento per realizzare la visione della finalità pubblica che è il cuore del lato prescrittivo della MMT nelle democrazie. Tuttavia, penso di aver visto un po’ di disaccordo tra i fautori della MMT che pensano che il JG sia il cuore della MMT, riguardo quale livello salariale stabilire per il JG negli Stati Uniti.

 

Tutti sono d’accordo sui benefit aggiuntivi comunque, che costituirebbero un pacchetto “standard” completo, compresa l’assistenza sanitaria (Medicare) o qualcosa di simile per tutti i partecipanti al programma di JG. Ma quando si tratta del livello salariale in sé troviamo un’ampia differenziazione tra i principali professionisti MMT

 

Ecco Randy Wray, in un discorso tenuto durante una conferenza organizzata da Bill Mitchell in dicembre (2011 ndt), per esempio:

"Piuttosto, il modo migliore di gestire un monopolio della moneta è stabilire il “prezzo” e lasciare che la quantità fluttui – proprio come fa chi ha il monopolio dell’acqua.

Il mio esempio preferito è la scorta di lavoro del programma Job Guarantee di Bill, in cui il governo offre di pagare un salario base e un pacchetto di benefit (diciamo 15$ all’ora più i soliti benefits), e allora assume tutti quelli che sono pronti e disponibili a lavorare per quel compenso."

 

E Pavlina Tcherneva dice:

"E’ tempo che i politici prendano sul serio le proposte del Job Guarantee. L’occupazione diretta a salari di sussistenza da parte del governo è il modo più immediato per ridurre il tasso di disoccupazione e tenere lontano dalla povertà i disoccupati e i loro bambini."

 

In un altro post  la stessa Tcherneva dice che una cifra più vicina al salario di sussistenza di quella di 8$ all’ora preferita da Warren Mosler è di 10 $ all’ora, suggerendo che la sua personale nozione di salario di sussistenza, che lei idealmente aveva prima suggerito, può ben essere dell’ordine di 12 $ all’ora.

 

Ancora, Bill Mitchell ha sostenuto un salario JG sufficiente a soddisfare “un tenore di vita minimo accettabile”, mentre ho visto altre dichiarazioni di Randy che citano salari di 10£ e 12$ all’ora.

 

Tuttavia, Warren Mosler continua a mantenere la sua posizione che il salario del JG dovrebbe essere di 8$ all’ora.

 

Il mio personale punto di vista, come analista politico, più che come economista MMT di professione, è che 10$ all’ora come salario JG con tutti benefit aggiuntivi sia OK per le aree con costi più bassi, ma il salario del JG dovrebbe essere regolato sui costi per regione, con un salario JG nella città di New York o altre aree con costi comparabili che diventa circa 24$ all’ora. Penso che Warren preferisca la retribuzione di 8$ all’ora perché propone il JG in un contesto di ripartizione delle entrate dello Stato e di un completo taglio delle imposte sui salari per dipendenti e per datori di lavoro, e teme che una tariffa salariale JG più espansiva possa preparare improvvisi shocks di domanda e di concorrenza nel settore privato che potrebbero innescare inflazione.

 

Questa è una preoccupazione reale. Ma la mia opinione è che, sarebbe meglio progettare un programma che preveda aumenti automatici delle tasse basati sull’eccessivo aumento dei prezzi al consumo, senza rinviare oltre il giorno in cui un salario di sussistenza in America equivalga al salario minimo, che in effetti sarebbe stabilito dal salario JG. La mia idea è che non ci sia un posto negli USA dove 8$ all’ora sia un salario di sussistenza. Probabilmente ci sono dei posti dove si può vivere con 10$ all’ora, ma in molti posti negli Usa è necessario una remunerazione migliore, e nelle nostre città più costose, salari di 10$ all’ora sono uno scherzo crudele, non un salario di sussistenza.

 

Ad ogni modo, il mio obiettivo principale in questo post è di richiamare l’attenzione sul disaccordo tra gli aderenti alla MMT nelle loro proposte riguardo l’adeguato livello di JG. I disaccordi non sono necessariamente un male, ma penso che dovremmo chiarire l’un l’altro i diversi giudizi/ ipotesi/compromessi che rappresentano le differenze che vediamo nelle tariffe salariali che vengono proposte dai vari leader nelle fila della MMT. Abbiamo anche bisogno di modelli e di utilizzare qualunque dato empirico disponibile per decidere quanto lontano possiamo andare nel fornire un “salario di sussistenza” per i lavoratori del JG, sostenendo allo stesso tempo la stabilità dei prezzi, sino che il settore privato comincia a ri-assumere la persone e gli occupati nel JG si riducono ad un livello relativamente piccolo.

 

Nel proporre questo mi piacerebbe che tenessimo a mente il concetto di “finalità pubblica”; per interrogarci su quali siano le principali componenti di questa idea; ciò anche per considerare se ci siano ancora dei conflitti tra le relative componenti. La MMT sostiene che Piena Occupazione e Stabilità dei Prezzi possano entrambe essere ottenute senza conflitto.

 

Ma, la questione sollevata dal post di Warren pubblicato in precedenza, è se la Piena Occupazione ad un salario di sussistenza, sia possibile con la stabilità dei prezzi. Warren sembra implicitamente mettere in discussione questo, e implica anche che la finalità pubblica è perseguita in maniera migliore concentrandosi maggiormente nell’evitare un indesiderato aggiustamento una tantum del prezzo di un JG che sia fissato ad un livello troppo alto, così come lo è evitare un salario JG che non sia realmente un salario di sussistenza.

 

Secondo me, le nostre imprese del settore privato devono pagare di più per il lavoro e devono avere meno profitto. Per troppi anni hanno approfittato di un ambiente politico amichevole per tenere bassi i salari, e per dare la maggior parte dei guadagni derivanti dalla produttività al vertice di crescenti e ripide piramidi di reddito e ricchezza.

 

Questo deve finire, e un JG che paga un salario di sussistenza è un modo in cui possiamo cominciare a fermare ciò. Quindi, il mio costo-opportunità consiste nel correre il rischio che l'adeguamento una tantum del prezzo dovuto ad un livello di salario JG troppo elevato non sarà così importante per la gente come la fine della disoccupazione e di un’occupazione che non paga un salario di sussistenza. Insomma, io sono per un salario JG un bel po’superiore a quello della proposta di 8$ all’ora. Voi che ne dite?

 


Fonte: http://www.correntewire.com/the_job_guarantee_and_the_mmt_core_part_eight_the_jg_rate

traduzione di Simona Marasi