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Sette argomenti contro il Reddito di Cittadinanza e a favore dei Piani di Lavoro Garantito

Reddito di Cittadinanza o Piani di Lavoro Garantito? Con questo articolo Eduardo Garzón Espinosa del Comitato Scientifico dell'organizzazione ATTAC Spagna cerca di spiegare le sostanziali differenze tra due misure che porterebbero linfa all'economia reale seppur con modalità differenti e differenti obbiettivi

 

Sette argomenti contro il Reddito di Cittadinanza e a favore dei Piani di Lavoro Garantito

Eduardo Garzón EspinosaComitato Scientifico di ATTAC Spagna


Anche se il concetto di Reddito di Cittadinanza è stato concepito molto tempo fa, solo recentemente ha acquisito una certa importanza nelle discussioni degli ambienti accademici spagnoli, arrivando perfino nell'agenda politica e nei media. Questa presenza si è particolarmente intensificata in seguito alla comparsa nel panorama politico spagnolo di “Podemos” (partito fondato da alcuni attivisti di sinistra legati al Movimiento 15-M, noto anche come indignados, NdT), dal momento che questa misura è stata inserita nel loro programma elettorale. Ben venga questo dibattito, che certamente sarà costruttivo. Di seguito espongo i principali argomenti a sfavore del Reddito di Cittadinanza, perché, anche se si tratta di una misura potente, realizzabile e molto efficace per contrastare la povertà, comporta seri problemi macroeconomici. Tuttavia, la proposta che sosterrò (con questa analisi) non implica il rifiuto del Reddito di Cittadinanza, ma la sua modifica in Piani di Lavoro Garantito, che possa risolvere i limiti macroeconomici e allo stesso tempo ottenga effetti sociali migliori rispetto al Reddito di Cittadinanza.

Ricordiamo che il Reddito di Cittadinanza è la concessione a tutti i cittadini di un reddito fisso che permette di coprire le necessità primarie, a prescindere dalla condizione particolare di ognuno. In questo modo, nessuno sarebbe costretto ad accettare un qualunque tipo di lavoro per poter sopravvivere con un minimo di dignità.

Al contrario, i Piani di Lavoro Garantito partono dal presupposto che, benché sia vero che nella nostra società oggi ci siano molte persone che non lavorano e il nostro dovere come società è quello di evitare che per questo motivo soffrano la povertà, tuttavia è altresì evidente che c'è tanto lavoro da svolgere nelle nostre comunità e non ha senso mantenere inattive persone che desiderano e che sono in grado di lavorare, quando le necessità dei nostri concittadini sono ancora del tutto insoddisfatte. Al giorno d’oggi abbiamo bisogno di prenderci cura dei nostri anziani, dei nostri figli e dei nostri malati; che vengano incrementati i servizi culturali e ricreativi; che si curi la manutenzione delle infrastrutture, delle strade e l’aspetto di molti quartieri delle nostre città; che si possano rimboschire grandi distese di terra, tutelare la fauna e la flora del nostro ambiente, aumentare e migliorare i servizi sanitari, difendere le categorie di persone più discriminate e vulnerabili, ecc.

Quindi, anzichè dare un reddito costante a tutti i cittadini, è meglio concedere loro il diritto al lavoro, se lo desiderano (se non vogliono o non possono, che percepiscano un reddito minimo - di minor entità rispetto a chi lavora). Lo Stato potrebbe finanziare e pianificare questi Piani di Lavoro Garantito attraverso programmi concreti, anche se in ultima analisi potrebbero essere Organizzazioni Non Governative, cooperative o qualsiasi altra organizzazione a gestire le attività in questione, considerando la loro esperienza nel campo. La ricompensa del lavoro svolto dovrebbe essere fissa per numero di ore; ad esempio 10 euro l'ora. Così, si stabilirebbero i prezzi bloccati per evitare spinte inflazionistiche. Allo stesso tempo, si otterrebbe che nessuna persona lavori nel settore privato per meno di 10 euro l'ora, perché, se così fosse, potrebbe sempre lasciare il posto di lavoro per aderire ai Piani di Lavoro Garantito.

Dopo aver spiegato in poche parole le due proposte, passiamo ad elencare e descrivere le differenze più importanti:

1) Il Reddito di Cittadinanza genera spinte inflazionistiche; i Piani di Lavoro Garantito no.

Dal lato dell'offerta il Reddito di Cittadinanza ha come fine eliminare i lavori con minor tutele. Dal momento che il dipendente avrebbe un reddito minimo, senza la necessità di lavorare, potrebbe lasciare il posto se non lo ritenesse adeguato. Il datore di lavoro tenderà al miglioramento delle condizioni lavorative per evitare che il dipendente si dimetta, ma c’è sempre la possibilità che non possa farlo (a causa delle esigenze di mercato: l'incremento dei salari finirebbe per avere un costo troppo alto per mantenere la competitività senza aumentare i prezzi o per garantire un rendimento sufficiente agli azionisti. Se il miglioramento delle condizioni di lavoro si ottenesse in questo contesto, per non ridurre il margine di profitto delle imprese, i prezzi dei prodotti aumenterebbero: e quindi potrebbe aumentare l’inflazione). Se l’imprenditore non potesse migliorare le condizioni salariali (e in molti settori sicuramente questo non sarebbe possibile), questo genere di lavoro scomparirebbe: ci sarebbe un calo dell’occupazione e di conseguenza anche della produzione (meno fornitura di beni e servizi).

Allo stesso tempo, considerato che tutti i cittadini avrebbero più soldi nelle loro tasche grazie al Reddito di Cittadinanza, la domanda di questi beni e servizi aumenterebbe. Questo effetto combinato comporterebbe un significativo aumento dei prezzi di tali beni e prodotti (in base alla legge della domanda e dell'offerta: se si vendono meno prodotti e ci sono più acquirenti, il venditore sfrutterà la situazione per aumentare i prezzi). Con i prezzi più elevati, il potere d'acquisto dei cittadini che hanno ricevuto il Reddito di Cittadinanza svanirebbe: i poveri continuerebbero a rimanere poveri.

Invece, con i Piani di Lavoro Garantito non ci sarebbe aumento di inflazione. Dal lato dell'offerta non si verificherebbe una minore produzione di beni e servizi, si avrebbe invece un aumento della stessa grazie ai nuovi programmi per l'occupazione. Inoltre, dare uno stipendio uniforme e definito (per esempio 10 euro l'ora) impedisce l’innalzamento dei prezzi dovuto al costo del lavoro. D'altra parte, la domanda aumenterebbe, ma in misura molto minore rispetto al caso precedente, perché sarebbe solo a vantaggio dei più bisognosi (quelli che vogliono lavorare e non ne hanno la possibilità e altre persone in difficoltà economiche), quindi non di tutti (ricchi e poveri), come con il Reddito di Cittadinanza. Pertanto, non ci sarebbero spinte inflazionistiche perché, malgrado in circolazione ci siano più soldi da spendere, non sarebbero mai così abbondanti come nel caso del Reddito di Cittadinanza e contemporaneamente aumenterebbe anche la quantità di beni e servizi offerti per la vendita.

2) Se la Spagna avesse una propria moneta, il Reddito di Cittadinanza deprezzerebbe la valuta nazionale; con i Piani di Lavoro Garantito l'effetto sarebbe minore.

Se il denaro, che va nelle tasche dei cittadini attraverso il Reddito di Cittadinanza, venisse speso in gran parte per acquistare beni prodotti all'estero (e, conoscendo il tipo di prodotti Spagnoli e quelli esteri, quest’ipotesi si verificherebbe) la moneta nazionale si svaluterebbe in maniera decisa. L'effetto sarebbe molto minore nel caso dei Piani di Lavoro Garantito, perché il denaro nelle tasche dei cittadini non sarebbe così abbondante. Con una moneta comune come l'euro questo non accadrebbe, ma, tenendo presente i crescenti movimenti anti-euro, vale la pena prendere in considerazione anche questa ipotesi.

3) Il Reddito di Cittadinanza non tiene conto del ciclo economico, i Piani di Lavoro Garantito si.

Il Reddito di Cittadinanza è universale e costante: sempre lo stesso reddito e per tutti, indipendentemente se si sia in un periodo di boom economico oppure di recessione. In un momento di espansione economica iniettare più denaro nelle tasche di ogni cittadino non farà altro che alterare ancora di più l'economia, causando bolle finanziare e inflazione.
Viceversa, i Piani di Lavoro Garantito sono flessibili e anticiclici. In tempi di boom economico si creerebbero molti posti di lavoro meglio retribuiti rispetto a quelli offerti dai Piani di Lavoro Garantito, così che molti impiegati dal programma si sposterebbero naturalmente verso il settore privato. In questo modo si introdurrebbe molto meno denaro "extra" nelle tasche dei cittadini, e quindi non si turberebbe di molto l'economia. In periodi di recessione dovrebbe avvenire il contrario: molti lavoratori licenziati dal settore privato passerebbero ai Piani di Lavoro Garantito, con il duplice scopo di non bloccare l'economia e di evitare la minaccia di una deflazione (diminuzione del livello generale dei prezzi).

4) Il Reddito di Cittadinanza genera meno lavoro dignitoso rispetto ai Piani di Lavoro Garantito e in numero più limitato.

Con il Reddito di Cittadinanza ci si affida alla disponibilità e alla volontà del datore di lavoro per migliorare le condizioni di impiego e creare posti di lavoro dignitosi (se ciò non avvenisse, i lavoratori lascerebbero il loro impiego). Molti datori di lavoro sarebbero in grado di farlo, ma molti altri no. I Piani di Lavoro Garantito eliminenerebbero questo problema creando direttamente del lavoro dignitoso, senza la necessità di attendere le scelte degli imprenditori. Inoltre, con i Piani di Lavoro Garantito si potrebbe combattere direttamente la discriminazione di genere, razziale o di qualsiasi altro tipo; qualcosa che non si potrebbe mai realizzare con il Reddito di Cittadinanza.

5) Il Reddito di Cittadinanza non crea servizi sociali; i Piani di Lavoro Garantito si.

Con il Reddito di Cittadinanza non si genererebbe produzione di servizi sociali (necessari ai più bisognosi), o almeno non più di quello che sono disposti a offrire volontariamente i beneficiari di un reddito fisso. Al contrario, i Piani di Lavoro Garantito creerebbero direttamente posti di lavoro con l’obbiettivo di a) migliorare le condizioni di vita di molte persone in difficoltà e b) curare e rispettare l'ambiente.

6) Il Reddito di Cittadinanza offre solo denaro, i Piani di Lavoro Garantito molto di più.

Percepire un reddito è solo uno dei tanti motivi che si hanno per lavorare, e spesso nemmeno il più importante. Sentirsi utili alla società, acquisire nuove competenze e conoscenze, socializzare, svagarsi, viaggiare, ecc, sono altri vantaggi forniti dai Piani di Lavoro Garantito e che il Reddito di Cittadinanza non può dare.

7) Il Reddito di Cittadinanza non forma né prepara il cittadino, i Piani di Lavoro Garantito si.

Le conoscenze e le competenze acquisite dagli impiegati nei Piani di Lavoro Garantito aiutano a trovare occupazione nel settore privato o ad avviare i propri progetti per il futuro.


Traduzione curata da Epic


fonte: http://www.attac.es/2014/08/15/siete-argumentos-contra-la-renta-basica-universal-y-a-favor-del-trabajo-garantizado/