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Minsky e il Lavoro Garantito

Le teorie di Minsky sull’instabilità finanziaria sostenevano che le economie capitaliste erano inclini a gravi recessioni in cui enormi quantità di forza lavoro si sarebbero trovate disoccupate. Inoltre, questo porterebbe a grandi ammanchi della domanda di beni e servizi, che aggravarebbero ulteriormente tali recessioni. Il risultato era un circolo vizioso che andava peggiorando via via che il sistema finanziario si evolveva in una entità sempre più fragile e le famiglie e le imprese si impantanavano sempre più nel debito.

L'unica maniera per uscirne era quella di costruire solide istituzioni che isolassero i lavoratori dagli eccessi del sistema. Mentre la tassazione progressiva e i sussidi di disoccupazione andavano in qualche modo sia a proteggere i lavoratori sia a sostenere la domanda durante le recessioni, non andava, secondo Minsky e i suoi seguaci, abbastanza lontano. Loro credevano che i governi dovessero offrire un lavoro a chiunque fosse disposto e in grado di lavorare e quindi pagare per questi lavori impegnandosi in una maggiore spesa a deficit - come attualmente fanno, durante le recessioni, con i sussidi di disoccupazione.


Per approfondire
MMT in pillole: il Job Guarantee
Eduardo Garzón EspinosaSette argomenti contro il Reddito di Cittadinanza e a favore dei Piani di Lavoro Garantito
Randall Wray,  La Garanzia del Lavoro: un piano governativo per la piena occupazione
Eduardo Garzón,  Esperienze internazionali di Lavoro Garantito


traduzione di Alberto Mantova

fonte della citazione: http://www.economonitor.com/lrwray/2013/06/08/minsky-and-the-job-guarantee/

fonte originale: http://www.theguardian.com/commentisfree/2013/jun/07/labour-jobs-guarantee