Cerca in Biblioteca

Archivio

Powered by mod LCA

Donazioni

Puoi fare una donazione tramite IBAN: IT53M0335901600100000101247 oppure con Paypal

Importo:  Valuta:

Un nuovo sistema di welfare per l’Italia all’interno di un’Europa dei Popoli

Economia Per I Cittadini interverrà al meeting internazionale EurHope al tavolo di lavoro: "Out of the crisis: employment and innovation from the South for a new Europe" con la seguente proposta.

Povertà, disuguaglianze economiche, disoccupazione a breve e lungo termine, instabilità ed erosione dei redditi sono solo alcuni dei problemi sociali attualmente più rilevanti in attesa di risposta.

La proposta che la nostra associazione, Economia Per I Cittadini, presenta riguarda l’opportunità e la concreta possibilità da parte dello Stato di fare investimenti pubblici e attuare programmi di lavoro nei più svariati settori, dai servizi sociali alla tutela dell’ambiente, dalla cura della persona ai beni culturali, alla ricerca, alla formazione e molto altro ancora.


A titolo esemplificativo, tra gli ambiti che richiedono urgenti interventi si annoverano la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico e privato, la tutela e la conservazione del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, il ripristino di condizioni umane di vivibilità nelle carceri, l’avviamento di programmi di edilizia residenziale pubblica convenzionata e sociale, il finanziamento della ricerca di nuove strategie energetiche, il sostegno ad un’agricoltura sana, biologica, legata al territorio e l’incentivazione all’uso di analisi del “ciclo di vita dei prodotti” al fine di valutare le interazioni di un prodotto/servizio con l’ambiente.


Nel settore della sanità è necessario regolare la spesa in base alle effettive necessità dei cittadini, garantire i servizi di assistenza continua, investire sulla formazione del personale socio-sanitario e sulla formazione permanente dei cittadini ad uno stile di vita sano.


I campi dell’istruzione e della ricerca richiedono che sia consentito l’accesso a tutti i cittadini al massimo livello di istruzione, sia finanziata la spesa degli istituti, riqualificato l’intero personale e siano avviati programmi di ricerca nazionali e internazionali.


Come ottenere tale welfare?


Gli economisti della scuola neo-cartalista, e più precisamente gli esponenti della Modern Money Theory oggetto dei nostri studi, propongono che i governi, invece di aumentare indiscriminatamente la spesa in disavanzo cercando di incentivare gli investimenti e la crescita, agiscano impiegando direttamente, durante tutto il ciclo economico, tutte le persone escluse dal mercato del lavoro. L’attenzione dei governi deve necessariamente essere rivolta alla mancanza di occupazione. Questo approccio alla finanza è detto funzionale, funzionale al benessere sociale, ed è stato denominato “datore di lavoro di ultima istanza” o “programma di lavoro garantito”[1].


In tal modo si risolverebbero i due maggiori problemi del capitalismo: il mantenimento della piena occupazione ed un’equa distribuzione del reddito. La “piena occupazione” è da intendersi come la condizione in cui chiunque voglia lavorare abbia un impiego, non certo la situazione di ammissibilità che il 4% della forza lavoro, pur volendo, non riesca a trovare un impiego.


Perciò, se le vendite nel settore privato sono troppo scarse, bisogna aumentare la domanda. Se il settore privato non è in grado di creare abbastanza lavoro per tutti, il settore pubblico deve colmare la lacuna assumendo direttamente. Se le imprese offrono stipendi da fame, il settore pubblico deve stabilire un salario minimo di sopravvivenza. Si tratta, quindi, di creare una domanda infinitamente elastica di lavoro ad un salario di base, prefissato dal governo, che non dipenda dalle aspettative di profitto del settore privato. Solo il governo, infatti, è in grado di offrire un impiego non facendo dipendere tale capacità dalla profittabilità attesa di questo investimento.


Creando una domanda infinitamente elastica di lavoro, si otterrebbe un “polmone” di occupati, che dovrebbe gonfiarsi nei momenti di depressione economica, quando la domanda cala e il numero di disoccupati aumenta, e sgonfiarsi nei momenti di crescita economica, quando la domanda cresce e l’occupazione nel settore privato aumenta. Fissando un salario di base il governo eviterebbe che l’aumento di occupazione possa causare spinte inflazionistiche dal lato del mercato del lavoro derivanti da aumenti rapidi dei salari.


Ogni politica finalizzata all'autentica libertà deve necessariamente partire da una comprensione della volontà popolare, di donne e poveri, per progettare una strategia che garantisca le suddette opportunità e rimuova gli ostacoli, anche istituzionali, trasformando quelle norme e strutture, che alimentano povertà e disparità di genere.


Il modo migliore per fare questo è recarsi sul territorio e chiedere ai diretti interessati, i poveri stessi, proprio come fu fatto per il ”piano Jefes “ in Argentina. Leggendo le storie delle donne povere si evince quanto desiderassero opportunità di lavoro salariato, non sussidi.


I piani di lavoro garantito permettono di dare concretezza al superamento democratico e libertario del sistema capitalistico così come siamo abituati a considerarlo; preservano la libertà individuale ed economica in tutte le sue forme, ma al contempo attribuiscono al lavoro il valore di luogo di espressione della dignità umana.


La piena occupazione sarebbe possibile ed auspicabile se si fosse in grado di costituire un soggetto federale europeo capace di realizzare deficit pubblici finanziati dalla BCE a livello comunitario, ma tale scenario è ben lungi dai progetti politici dei tecnocrati di Bruxelles. Una soluzione alternativa potrebbe essere la costituzione di capacità di spesa sovrana a livello nazionale per i Paesi dell’Eurozona, senza che ciò comporti l’abbandono di politiche di coordinamento ed integrazione.


La certezza è che la sinistra del XXI secolo può e deve prendere consapevolezza delle potenzialità degli strumenti monetari moderni ed utilizzarli pienamente per progettare politiche volte alla piena occupazione, all’equa distribuzione del reddito e alla tutela dell’ambiente.

 Note:

[1] Gli acronimi inglesi di “datore di lavoro di ultima istanza” e “programma di lavoro garantito” sono rispettivamente ELR (Employer of the Last Resort) e JG (Job Guarantee)