Cerca in Biblioteca

Archivio

Powered by mod LCA

Donazioni

Puoi fare una donazione tramite IBAN: IT53M0335901600100000101247 oppure con Paypal

Importo:  Valuta:

Creazionismo contro redenzionismo: come spende e presta realmente un emettitore di moneta.

La MMT ha sottolineato come ci sia una stretta relazione tra il potere sovrano di emettere una moneta e il quello di imporre tasse. Per brevità, diciamo che le tasse guidano la moneta. Ho affrontato questo argomento nella precedente serie sulla visione delle tasse da un punto di vista della MMT.

 

Abbiamo anche dimostrato (come se servisse dimostrarlo) che un governo sovrano non ha bisogno di entrate fiscali per spendere. Come ha detto Beardsley Ruml, una volta abbandonato il gold standard, le tasse federali come strumento per finanziare la spesa sono diventate obsolete. Dirò qualcosa in più sul buon vecchio Beardsley nel prossimo post.

In quello di oggi voglio fare un piccolo passo indietro per porre una questione fondamentale: l’emettitore di una passività denominata in moneta deve riscuotere una parte di queste passività prima di poter spendere o prestare?

In particolare analizzerò queste tre questioni analoghe (le quali hanno la stessa risposta):

1. Il governo deve ricevere le entrate fiscali prima di poter spendere?
2. La banca centrale deve ricevere le riserve prima di poter prestare?
3. Le banche private devono ricevere i depositi prima di poter prestare?

Se avete già risposto “certo che no!”, allora sarete in grado di saltare questo argomento. Se avete detto sì ad alcune di queste, o se non avete un’idea sulla questione, leggete questo post.

Come vedremo, tutto ciò è riducibile ad una questione: cosa viene prima, la Creazione o la Redenzione?

Per prima cosa, vorrei chiedere scusa per i ritardi nella pubblicazione dei post e dei commenti nelle scorse due settimane. Sono stato in Cina per un soggiorno prolungato e non ho avuto sempre accesso a internet.

Per secondo, vorrei scusarmi preventivamente per l’esposizione alquanto teoretica, accademica (o anche esoterica) che seguirà. Assumerò che parecchi lettori non abbiano familiarità con la letteratura MMT su quello che possiamo chiamare “la natura della moneta”. Così lasciatemi iniziare dall’esposizione ortodossa.

La natura della moneta

Quel che ho cercato di fare nei miei lavori sulla moneta (e sul tasso d’interesse) è di fornire un’ alternativa all’approccio ortodosso basato sulla domanda e offerta di moneta. Vi ricordo che l’approccio ortodosso considera l’offerta di moneta come fissata dalle autorità e la funzione di domanda di moneta determinata da tre presunti motivi (i moventi transattivi, precauzionali e speculativi individuati da Keynes). L’intersezione tra le due funzioni determinerebbe “il” saggio d’interesse, (se sei un Keynesiano) o “il” livello dei prezzi (se sei un monetarista).

I Postkeynesiani hanno ribaltato il ragionamento, rendendo l’offerta di moneta “orizzontale” al tasso d’interesse determinato dalla banca centrale. La banca centrale accomoda la domanda di riserve delle banche, e le banche accomodano la domanda di prestiti. L’offerta di moneta è “endogena”, il tasso d’interesse è “esogeno”.

Se questo è un passo avanti, tuttavia non è soddisfacente. Non mi soffermerò sulla critica all’orizzontalismo. Invece, voglio iniziare con la visione Istituzionalista della moneta, che considera la moneta come, appunto, istituzione; Dudley Dillard ha affermato che questa potrebbe essere la più importante istituzione nell’economia capitalista. (vedete anche il mio post di alcune settimane fa sulla visione di Fagg Foster, che delineerò nei seguenti paragrafi)

Qual è la natura dell’istituzione che chiamiamo moneta? Che cosa hanno in comune gli oggetti che le persone chiamano così? Molti economisti identificano la moneta come qualcosa che utilizziamo per gli scambi. Quest’affermazione potrebbe iniziare ad aiutarci nel comprendere la sua funzione, ma ci dice solo che “la moneta è ciò che la moneta fa” (come dire che un uomo è qualcosa che guarda la TV, con qualche gita occasionale al frigorifero.).

Nel Trattato sulla Moneta, Keynes inizia con la moneta di conto, l'unità col quale noi denominiamo i debiti e i crediti e, sì, anche i prezzi. Egli dice anche qualcosa a riguardo della natura della moneta: seguendo la visione di Knapp egli sostiene che per i trascorsi 4000 anni, la moneta di conto è stata scelta dalle autorità statali. Le unità di misura sono necessariamente costruzioni sociali. Posso scegliere la mia particolare unità di misura per il tempo, lo spazio, ed il valore, ma queste devono essere socialmente riconosciute per diventare largamente usate.

Così, una caratteristica comune è che tutte le monete sono misurate in moneta di conto. Tutto ciò che gli economisti dichiarano essere moneta sono denominate in unità di conto. Ma la natura della moneta deve ammontare a più rispetto alla considerazione di moneta come istituzione.

Come ricordato, alcuni economisti identificano la moneta come un oggetto che è usato come mezzo di scambio nei mercati. Ma quest'affermazione sembra ridurre la moneta ad uno strumento che decidiamo di usare come mezzo di scambio nell'istituzione chiamata mercato piuttosto che un'istituzione in se stessa.

Qual'è la natura istituzionale di quegli oggetti chiamati moneta? La più diffusa caratteristica di molti di questi è che essi indicano un debito: monete e fondi o banconote sono debiti del governo; i depositi sono debiti delle banche; e noi possiamo espandere la mostra definizione di moneta per includere la diffusione di fondi nel mercato della moneta e che quindi sono dei debiti dei loro emettitori.

Se andiamo indietro nel tempo, troviamo bastoncini di legno come unità di conto emessi dai monarchi Europei (e non solo) come evidenza del debito (delle incisioni in questi bastoncini ne indicavano il valore). Chiaramente non importa quale sia il materiale per registrare il debito, i bastoncini sono semplicemente presi come registrazioni delle relazioni tra debitori e creditori. Il monarca promette di riscattare questi io-ti-devo, seguendo le prescrizioni che governano il riscatto. Chi paga le tasse non può fornire qualsiasi bastoncino di legno inciso, la carta e la matrice deve corrispondere esattamente, ed è testato dallo scacchiere o dal suo rappresentante.

La moneta moderna

Quello che abbiamo ora perciò è una moneta di conto socialmente creata e generalmente accettata, con la quale sono denominati i debiti. In una nazione moderna, i debiti socialmente sanzionati in moneta sono denominati nell'unità di conto nazionale (negli stati uniti il dollaro). Altri tipi di debiti denominati in moneta circolano, e vengono usati negli scambi e in altri pagamenti (ad esempio estinguendo i propri debiti verso una persona).
I migliori esempi sono le valute (debiti del tesoro e della banca centrale) e i depositi (debiti delle banche). Perché li accettiamo come pagamenti?

È stato a lungo ritenuto che accettiamo la moneta perché è fatta di metalli preziosi o è riscattabile per la stessa quantità di metallo-la accettiamo per le sue qualità intrinseche. In verità, le monete in metallo prezioso sono quasi sempre circolate ben oltre il valore del metallo in esse contenuto (almeno nel mercato domestico); ed il riscatto di moneta per oro ad un tasso di cambio fisso è stata l'eccezione, non la regola. Perciò, molti economisti riconoscono che la valuta oggi è di tipo “fiat” (come spesso è stato nel passato).

In aggiunta, tornando indietro ai tempi dei Romani, la legge aveva adottato una prospettiva “nominalista”: il valore legale della moneta era determinato dal suo valore nominale. Per esempio, qualora qualcuno avesse depositato delle monete in una banca, egli avrebbe avuto diritto solo a ricevere valute per lo stesso valore nominale. In altre parole, anche se le monete venivano coniate in oro, esse erano lo stesso “fiat”, nel senso che il loro valore legale poteva essere definito nominalmente.

Il ragionamento di Adam Smith, Knapp, Innes, Keynes, Grierson e Lerner è che la moneta sarà accettata qualora ci sia un obbligo forzoso di effettuare i pagamenti al loro emettitore nella stessa moneta. Perciò, la MMT ha adottato la frase “le tasse guidano la moneta” nel senso che lo stato può imporre degli obblighi d'imposta e definire come modo di pagamento le sue passività.

È pertanto un'istituzione, o una serie di istituzioni, che possiamo definire “sovrane”. Come Keynes ha detto, il sovrano ha il potere di dichiarare ciò che diverrà unità di conto- il dollaro, la lira, il pound, lo yen. Egli ha anche il potere di imporre tariffe, multe e imposte, e di definire che cosa verrà accettato in pagamento. Quando le tariffe, le multe e le imposte vengono pagate, la moneta è “riscattata”- accettata dal sovrano.

Sebbene i sovrani abbiano delle volte accettato di “restituire” le loro valute per metalli preziosi o per moneta estera, questa non è una condizione necessaria. L'accordo di riscatto della moneta nel pagamento di tasse, tariffe, decime e multe è sufficiente a “guidare” la moneta- cioè a creare una domanda per questa.

Si noti che non serve un argomento che proceda all'infinito. Se è vero che sono più desideroso di accettare l'io-ti-devo dello stato se so che posso ingannare degli stupidi, la accetterò definitivamente se ho un obbligo di imposizione e se so che dovrò pagare quell'obbligo con la valuta dello stato. Questo è il senso dell'affermazione della MMT: “le tasse sono sufficienti a creare una domanda per la moneta”. Non è necessario per chiunque avere un obbligo del genere, finché la tassa i riferimento è conosciuta la valuta sarà largamente accettata.

Esistono altre ragioni per accettare la moneta- forse posso scambiarla per oro o per moneta estera, forse posso domandarla come riserva di valore. Queste integrano le tasse, o meglio derivano dagli obblighi che devono essere soddisfatti usando la moneta (come tasse, obblighi, decime e multe).

La legge fondamentale del credito: il riscatto

Innes ha definito la legge fondamentale del credito: l'emettitore di un io-ti-devo deve accettarla nuovamente al momento del pagamento.

Possiamo definire questo come principio del riscatto: il possessore di un io-ti-devo può presentarlo al suo emettitore come pagamento. Si noti che il possessore può non essere la persona che originariamente ha ricevuto l'io-ti-devo, ci può essere una terza parte. Se questa terza parte è in debito con l'emettitore, l'io-ti-devo può essere reso per cancellare il debito della terza parte; infatti la compensazione cancella entrambi i debiti (dell'emettitore e della terza parte).

Se qualcuno ragionevolmente si aspetta che questa parte dovrà fare dei pagamenti di una certa entità, essa dovrà ottenere l'io-ti-devo di tale entità. Ciò spiega perché gli io-ti-devo di emettitori non sovrani possono essere largamente accettati: come ha detto Minsky, una ragione per cui i depositi delle banche sono accettati è perché noi (o almeno, molti di noi) abbiamo delle passività nei confronti delle banche, pagabili in depositi alle stesse.

Nei sistemi bancari moderni che hanno una banca centrale per pareggiare i conti tra le banche, si può restituire qualsiasi io-ti-devo ad una banca (depositi) per cancellare il debito con un'altra.

L'io-ti-devo può essere maggiormente accettato promettendo di convertirlo su richiesta in un io-ti-devo più accettato. Quelli più accettati in una società sono quelli emessi da un'ente sovrana (o da più enti, magari da una straniera di una nazione economicamente più importante). In questo caso, l'emettitore deve mantenere o avere accesso all'io-ti-devo dell'ente sovrano per poterne assicurare la conversione. Nella letteratura finanziaria ciò è chiamato “leveraging” (“leva”) e sebbene possa ricordare la nozione di moltiplicatore dei depositi, non esiste un rapporto fisso di leverage.

Stephanie Bell/Kelton, Duncan Foley, e Minsky hanno usato la metafora di una piramide di passività, con quelli in basso nella piramide che fanno da leva a quelli più in alto, e con le passività dell'ente sovrano all'apice. I contratti monetari per la restituzione futura di “moneta” designano tipicamente quali passività sono accettate, che di solito possono essere sia quelle delle banche commerciali (i depositi) o dell'ente sovrano. Dal momento che la protezione del governo verso le banche locali autorizzate è aumentata, la necessità di usare le passività dell'ente sovrano è stata ridotta dal pareggiamento tra le banche, dagli scambi esteri e dalle attività illegali.

In qualsiasi momento, il pagamento finale forzato da una corte può essere utilizzato per regolare i conti. Sin dai romani, le corti hanno interpretato i contratti in moneta in termini nominali richiedendo il pagamento in moneta legale, che è sempre nella forma di passività denominate in moneta di conto. I contratti non sono applicabili in termini diversi da quelli in moneta.

Redenzionismo o creazionismo?

Nell'introduzione abbiamo sollevato tre questioni analoghe:

1. Il governo deve ricevere le entrate fiscali prima di poter spendere?
2. La banca centrale deve ricevere le riserve prima di poter prestare?
3. Le banche private devono ricevere i depositi prima di poter prestare?

Dovrebbe essere chiaro che la risposta a queste domande è “certo che no!”. Infatti, la logica deve andare dalla CREAZIONE alla REDENZIONE. Nessuno può redimersi dai peccati o dai debiti se quel peccato o quel debito non è stato creato.

Il Re emette il suo bastoncino o la sua moneta stampata come pagamento. Ciò lo pone nella posizione di un debitore peccaminoso. Egli si redimerà quando accetterà nuovamente indietro il suo io-ti-devo.

La banca centrale emette i suoi depositi di riserve come se fosse un debitore peccaminoso-normalmente quando fa un prestito alle banche private, o quando compra i debiti del tesoro nel mercato aperto (Questi depositi di riserve possono essere sempre scambiati con la richiesta di banconote della banca centrale, operazione che mantiene la banca in debito).
La banca centrale si redimerà quando accetterà le sue banconote e i suoi depositi di riserve in pagamento.

La banca privata emette i suoi depositi come debiti peccaminosi-normalmente quando fa un prestito ad un'azienda privata o ad una famiglia. La banca si redimerà quando accetterà un suo deposito come pagamento.

Si noti come abbiamo guardato ad entrambi i lati della bilancia patrimoniale (l'emettitore di moneta) in ognuno di questi casi, ma c'è un altro debitore peccaminoso in qualunque caso.

Prima che il sovrano possa emettere la sua monetata, egli deve imporre ai suoi sudditi un debito peccaminoso imponendo una tassa pagabile nella sua unità di conto o nel suo bastoncino intagliato. Ciò creerà la domanda per quella valuta.

Quando la banca centrale presta le riserve ad una banca privata, impone alla banca un debito peccaminoso, accreditando il suo conto presso di lei, ma allo stesso tempo la banca privata emette una passività verso la banca centrale.

Quando la banca privata presta i depositi, accredita il conto del deposito ma chi prende a prestito registra una passività verso la banca.

Così ogni redenzione simultaneamente elimina il debito peccaminoso di entrambe le parti. La lavagna è pulita. Alleluia!

Come potete vedere, si tratta di una questione di debiti e crediti. Azionamento di un tasto. Che registra obblighi d'indebitamento, con entrambe le parti unite nel disgustoso peccato.

Fino al giorno della redenzione, quando gli io-ti-devo ritorneranno ai loro emettitori.

Coloro i quali pensano che un ente sovrano debba raccogliere le tasse prima di spendere;

Coloro i quali credono che una banca centrale debba ottenere le riserve prima di poterle prestare;

E coloro i quali ritengono che una banca centrale debba ottenere dei depositi prima di poterli prestare;

Hanno confuso la Redenzione con la Creazione.

La ricezione di tasse, riserve e depositi sono Atti di Redenzione.

La Creazione deve precedere la Redenzione.


 

traduzione di Giuliano Toshiro Yajima
Fonte: http://neweconomicperspectives.org/2014/06/creationism-versus-redemptionism-money-issuer-really-lends-spends.html