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Wynne Godley sui pregiudizi degli economisti neoclassici

Sono giunto ad un punto in cui mi sento di fare una dichiarazione. Vorrei esprimermi sulla macroeconomia neoclassica, come ho fatto a volte su un certo tipo di narrativa; so che il mondo non è così e non ho alcun bisogno di immaginarlo così. In particolare, non credo che esista un mercato in cui il totale dei beni e il totale del lavoro possano essere scambiati all'unica condizione che il prezzo di ciascuno sia corretto in relazione ad un certo determinato quantitativo di ‘denaro’.

 

Ma la mia obiezione  va  oltre lo scetticismo che il mondo in cui viviamo venga descritto realisticamente. La mia ulteriore preoccupazione, è che il paradigma neoclassico sia dannoso per quanto riguarda la comprensione di alcuni dei più importanti  processi che  oggi accadono nel mondo. Così, nella versione 'classica' del paradigma neoclassico, è solo il lato dell’offerta che determina la produzione reale; la politica fiscale è del tutto impotente e il governo può solo influire modificando l'offerta di moneta; anche allora  tutto ciò che il governo può fare è influenzare il livello dei prezzi. L'idea, sulla quale sembra basarsi interamente questo modello, che la politica fiscale sia impotente è stata estremamente influente nel dibattito politico contemporaneo; non è solo un risultato provvisorio adeguato per una settimana o due in una classe elementare

Inoltre, l'abolizione del fattore tempo pregiudica la percezione dell'inflazione come processo evolutivo; gli equilibri generano delle “spiegazioni” dei livelli di prezzo e non le loro variazioni, e le teorie sull’inflazione non possono essere portate avanti in modo  convincente. Come se non bastasse, tutta la costruzione conduce, in virtù dei suoi assiomi, alla conclusione che la flessibilità di prezzi e salari in combinazione con il Libero Scambio, genererà la piena occupazione e la convergenza, se non l’eguaglianza, del tenore di vita tra i paesi e tra le regioni all'interno dei paesi stessi. Riassumendo, mentre l'assenza di processi che si verificano in tempi storici, sta ad indicare che il paradigma neoclassico non incoraggia gli studenti ad andare a cercare i dati nei libri, se e quando questi saranno costretti a farlo, probabilmente la loro visione sarà stata irrimediabilmente distorta


traduzione di Alberto Mantova, revisione del gruppo traduzioni Epic

fonte: https://larspsyll.wordpress.com/2014/08/09/wynne-godley-on-neoclassical-prejudices/

- Wynne Godley, 1993, Time, Increasing Returns And Institutions In Macroeconomics, in S. Biasco, A. Roncaglia and M. Salvati (eds.), Market and Institutions in Economic Development: Essays in Honour of Paolo Sylos Labini, (New York: St. Martins Press), pp. 59-82