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Nel nome della Costituzione

I principi fondamentali

Il 1° gennaio 1948 entrò in vigore la Costituzione Italiana, legge fondamentale dello Stato Italiano e fondativa della Repubblica Italiana. Piero Calamandrei nel discorso ai giovani tenuto alla Società Umanitaria, Milano, 25 gennaio 1955 disse: “Se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è MORTO UN ITALIANO PER RISCATTARE LA LIBERTA’ E LA DIGNITA’, andate li, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra COSTITUZIONE”.

Ci ritroviamo oggi una Carta Costituzionale ribaltata, modificata a piacimento di pochi, derisa e denigrata da tanti. Non esistono più i principi fondamentali, o perlomeno buona parte di essi, perché?

Perché coloro che negli ultimi anni (20/25) hanno governato non hanno fatto altro che fregarsene altamente dei cittadini, pensando solo ai loro sporchi interessi personali, mettendo in mezzo lo Stato cioè noi CITTADINI ITALIANI LIBERI.

Vari passaggi della storia italiana evidenziano fatti gravi che alcune parti politiche hanno compiuto senza rispettare l’etica della vita. Iniziammo con tangentopoli, vari partiti vennero coinvolti dalle tangenti, dopodiché come un effetto a catena susseguirono molti altri eventi inaccettabili e illegittimi.

Ma passiamo agli articoli della Costituzione che fanno parte dei PRINCIPI FONDAMENTALI:

 

ART. 1 L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, FONDATA SUL LAVORO. LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO, CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONE.

 

Balle, dall’ingresso nell’Euro (1999 conto virtuale, 2002 sotto forma di denaro contante) l’Italia è in recessione, lo dimostrano i vari grafici e la relazione Annuale del 2011 nel capitolo “Andamenti macroeconomici, politiche di bilancio e politica monetaria nell’area dell’Euro”.

Fonte: http://economiapericittadini.it/article72

Il grafico mostra la ‘’caduta’’ della Produzione Industriale italiana, dal 2001, anno in cui eravamo primi, al 2010, ultimi e poi nel 2012 penultimi. A fronte di ciò la Germania è invece la prima, ‘’domandare è lecito rispondere è cortesia’’. Insomma l’ingresso nella moneta unica è stato un vero e proprio disastro economico-produttivo, di fatto l’art.1 della Costituzione diventa nullo. Non solo per la parte ‘’l’Italia è una Repubblica fondata sul LAVORO’’ ma anche per il proseguo della frase “la Sovranità appartiene al POPOLO, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’’. Il trattato di Lisbona o Costituzione europea, che ha avuto pareri contrari da parte dei due Referendum indetti in Olanda e Francia, esiti che non importavano ai componenti del nuovo SovraStato, venne ratificato al ‘’buio’’ ed ecco cosa disse a proposito di ciò la D.ssa Anne-Marie Le Pourhiet, giurista ed insegnante di diritto pubblico all’Università di Tannes: >.

 

ART. 2 LA REPUBBLICA RICONOSCE E GARANTISCE I DIRITTI INVIOLABILI DELL'UOMO, SIA COME SINGOLO SIA NELLE FORMAZIONI SOCIALI OVE SI SVOLGE LA SUA PERSONALITÀ, E RICHIEDE L'ADEMPIMENTO DEI DOVERI INDEROGABILI DI SOLIDARIETÀ POLITICA, ECONOMICA E SOCIALE.

 

Falso, si è pensato fin dall’inizio a svendere letteralmente i diritti inviolabili, quali la sanità, l’istruzione e la giustizia. Fino ad oggi si è svenduto tutto, facendo arricchire una minoranza elitaria che specula su privatizzazioni, acquisizioni e svendita di beni e servizi essenziali (es. Sanità). Si è fatto si che la maggioranza della popolazione si impoverisse subendo di fatto la crisi e l’obbligo a vivere in situazioni indecorose.

 

ART. 3 TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITÀ SOCIALE E SONO EGUALI DAVANTI ALLA LEGGE, SENZA DISTINZIONE DI SESSO, DI RAZZA, DI LINGUA, DI RELIGIONE, DI OPINIONI POLITICHE, DI CONDIZIONI PERSONALI E SOCIALI. È COMPITO DELLA REPUBBLICA RIMUOVERE GLI OSTACOLI DI ORDINE ECONOMICO E SOCIALE, CHE, LIMITANDO DI FATTO LA LIBERTÀ E L'EGUAGLIANZA DEI CITTADINI, IMPEDISCONO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA UMANA E L'EFFETTIVA PARTECIPAZIONE DI TUTTI I LAVORATORI ALL'ORGANIZZAZIONE POLITICA, ECONOMICA

E SOCIALE DEL PAESE.

 

La dignità è un qualcosa che non va leso, è un pezzo importante dell’umanità e della società, ma cosi non è, non abbiamo pari dignità. A noi l’hanno tolta, senza pensarci due volte, portandoci alla fame, portando gli anziani e non solo a mendicare per i mercatini, ma non a comprare il cibo ma a raccoglierlo da terra, poi ditemi voi se ‘’ TUTTI HANNO PARI DIGNITÀ SOCIALE ‘’. ‘’E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese ‘’; certo come no, è compito della Repubblica, ma non assolve a quest’ultimo.

Milioni di italiani (giovani e non) sono senza lavoro, privi di un qualsivoglia tipo di occupazione, nella maggior parte dei casi sono mantenuti dai genitori, dai nonni, dalla famiglia in generale.

 

ART. 4 LA REPUBBLICA RICONOSCE A TUTTI I CITTADINI IL DIRITTO AL LAVORO E PROMUOVE LE CONDIZIONI CHE RENDANO EFFETTIVO QUESTO DIRITTO. OGNI CITTADINO HA IL DOVERE DI SVOLGERE, SECONDO LE PROPRIE POSSIBILITÀ E LA PROPRIA SCELTA, UN'ATTIVITÀ O UNA FUNZIONE CHE CONCORRA AL PROGRESSO MATERIALE O SPIRITUALE DELLA SOCIETÀ.

 

Come ho detto sopra dal momento in cui l’Italia ha messo piede nella zona euro è caduta nel limbo. Promuovere le condizioni che rendano possibile ed effettivo questo diritto dovrebbero derivare da una reale politica economica, da una corretta politica economica che mette davanti a tutto e tutti il cittadino, la persona, e crede nella stessa, nello sviluppo che essa può portare. Con il rigore imposto dall’Eurozona non è possibile promuovere il diritto al lavoro, non è possibile creare lavoro perché non si spende, non si investe. Il Fiscal Compact impone un deficit pubblico ‘’strutturale’’ ovvero sia ‘’corretto’’ che non superi lo 0,5% del Prodotto Interno Lordo. Oltre a ciò ci chiedono di portare, ridurre il nostro debito dal 130% del pil al 60%. Ora mi chiedo, ma quante manovre correttive dovrebbero fare i governi per arrivare alla cifra sopracitata? Quante riforme ‘’strutturali’’ deve fare per far si che si rispettino i parametri IMPOSTI? E’ palese che non ci riusciremo mai, uno Stato per andare avanti deve spendere, deve poter investire.

 

ART. 9 LA REPUBBLICA PROMUOVE LO SVILUPPO DELLA CULTURA E LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNICA. TUTELA IL PAESAGGIO E IL PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO DELLA NAZIONE.

 

L’articolo 9 recita tutto il contrario di quanto fino ad oggi i governi hanno fatto, le varie Riforme del MIUR (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) hanno apportato un enorme taglio alla Ricerca scientifica e tecnica, lo dimostra il Decreto Legge n.95 del 6 luglio 2012 ovvero sia la Legge n.135/2012 che riduce l’acquisto di beni e servizi pari a 52 milioni di euro, e taglia 121,6 mln alla Ricerca in tre anni, mentre al Min. per i beni e le attività culturali taglia 12,8 milioni di euro. Il rispetto del nono articolo della costituzione dove è? Oggi uno Stato che spende più denaro, in favore dei propri cittadini ed aziende, di quanto gliene toglie tramite le tasse (cioè uno Stato che spende a deficit di bilancio) è diventato illegale e anticostituzionale.

Hugo Chavez disse: "la libertà senza uguaglianza serve solo ai forti per dominare i deboli".

Aggiungere altro è inutile, piuttosto mi appello a quel poco senso di responsabilità che è rimasto tra noi per fare in modo che si combatta un sistema volto a demolire la reale democrazia e il rispetto dei diritti umani.

 

Massimo Rizzu

Diciasettenne sassarese

 

 


Fonte immagine anteprima: http://www.lindipendenza.com/wp-content/uploads/2012/12/costituzione-4.jpg