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Europa meridionale giace prostrata davanti all'impero tedesco.

Cipro è solo la prima vittima di una politica taglia-unica che si fa a Berlino.

Otello - "Qual è il problema, che ne pensi?"

Cassio - "Qualcosa da Cipro, come posso indovinare;

   Si tratta di una questione di un certo peso."

Shakespeare parlava di soldi. Allora, come oggi, Cipro era il giocattolo di potenze straniere. Otello fu mandato lì da Venezia a respingere i turchi, che per fortuna furono tutti spazzati via da una tempesta.

Da allora, Russia, Gran Bretagna, Grecia e, sempre, la Turchia, se ne sono interessate. Ancora oggi, la Gran Bretagna ha lì un posto d’ascolto importante per il Medio Oriente, 60.000 espatriati, 3.500 soldati nelle nostre basi sovrane ed un continuo ruolo di potenza garante. I ciprioti ancora guidano a sinistra. 

 

Lord Salisbury, che guadagnò il controllo di Cipro per la Gran Bretagna dalla Turchia nel 1878, una volta inviò un messo lì. La gente si lamentò che l'uomo non conoscesse né il greco né il turco. "Bene," disse Salisbury, "così sentirà meno bugie".

 

Questo è l’ autentico tono di una potenza imperiale. Oggi che il potere è la Germania. Abbiamo sentito abbastanza bugie, i tedeschi stanno altezzosamente dicendo ai ciprioti di tacere e fare quello che vogliano loro. Ieri, Angela Merkel, il cancelliere tedesco, ha sentenziato che "Cipro deve rendersi conto che il suo modello di business è morto".

 

È difficile dire se questo era vero anche prima che lei lo dicesse. Alcuni sostengono che i problemi nel settore bancario cipriota siano stati enormemente esagerati dal governo uscente comunista del paese per ragioni elettorali. Ma questo è diventato irrilevante. Se il modello di business non fosse morto prima dell'intervento di Bruxelles, Francoforte, Berlino e il FMI, lo è ora. Nessuno con qualsiasi possibilità di scelta in materia economica vorrebbe più mettere i suoi soldi in una banca cipriota.

 

Questo ormai-morto modello di business supportato da attività bancaria vale otto volte più del PIL del paese, quindi il suo crollo farà male per molto tempo. Se sei un paese indipendente, anche piccolo, è possibile riprendersi da uno shock economico sorprendentemente in fretta. Guarda l'Islanda, che, come Cipro, è stata inondata con soldi russi, ma, a differenza di Cipro, non è nell’euro zona. Era finita, quando le sue banche collassarono, con ogni Islandese teoricamente attaccato al gancio per una media di $ 330.000 ciascuno. L’Islanda ha deciso che, dopo tutto, era meglio la pesca nel settore bancario, ma aveva una propria moneta. Ora è di nuovo sulla strada per una economica salutare. Niente da fare per Cipro. D'ora in poi, gli sarà detto cosa fare da parte delle nazioni e delle organizzazioni nelle cui mani sembra sul punto di arrendersi. Non può prendere decisioni per il suo bene. Si tratta di una piccola, sperduta e vulnerabile parte della nuova Europa tedesca.

 

Cerchiamo quindi di non guardare la questione sotto il profilo economico, ma da un punto di vista imperiale. Un problema nel dominio imperiale è che può essere peggiore per i paesi satelliti dell'impero se il centro è democratico. Un despota benigno può almeno avere una visione lungimirante per il benessere del suo feudo. I governanti eletti di solito non possono. Le riprese televisive di questa settimana ci hanno mostrato scene di pianto e folle inferocite a Nicosia e Limassol, ma la folla che conta è quella che non hanno ripreso per le strade di Berlino o Monaco o Amburgo. Loro otterranno il voto nelle prossime elezioni politiche tedesche nel mese di Settembre. A loro non piace pagare per quelli che considerano come Mediterranei inetti: detestano l'idea di farlo per quelli che vedono come sbandati russi. Il conflitto tra Germanici e Slava non è mai cessato. La politica della signora Merkel per Cipro deve essere costruita in base a ciò che i suoi I Teutoni (o Germanici) vogliono.

 

E 'un'altra caratteristica dei regimi democratici è che sono istintivamente a disagio con le pretese imperiali, così cercano il campo della superiorità morale, come un alpinista che continua a salire più in alto, quando si sente perso nella nebbia. A noi inglesi piaceva pensare che eravamo portatori di civiltà e di Stato di diritto nelle nostre colonie. Gli americani hanno avuto la tendenza a negare del tutto un ruolo imperiale e parlano di salvaguardia della democrazia.

 

Ora è il turno dei tedeschi di esercitare l’impero. Il loro re-ingresso nel consesso delle nazioni si è basato sull'idea che loro fossero pacifici, rispettosi della legge, internazionalisti, politicamente vegetariani. Loro sostengono una sempre più salda Unione Europea perché vogliono essere una " Germania europea" ed evitare un "Europa tedesca". Sono perfettamente sinceri riguardo il desiderio di superare quello che viene eufemisticamente chiamato "il problema della storia". Così sono ossessionati con l'importanza delle regole, rispettare alle regole ed essere visti come obbedienti. Sono stati bravi ragazzi, e così facendo, hanno enormemente prosperato.

 

Ma mentre crescevano sempre più forti, il loro amore per le regole si è trasformato in uno strumento del loro potere. Noi siamo buoni cittadini europei, sostengono, e abbiamo fatto le cose per bene. Quindi la soluzione è per tutti nella Euro zona a comportarsi proprio come noi e faranno altrettanto bene. Una taglia unica che va bene per tutti, e che le misure sono prese in Germania. Ciò che i tedeschi non tengono in considerazione è che la moneta unica, che, per loro, è artificialmente bassa per valore internazionale è, per la maggior parte del resto della Euro zona, punitivamente alta. Il che li aiuta a schiacciare gli altri. Dopo la vittoria nel 1945, Churchill dichiarò radiofonicamente che la Germania "è prostrata davanti a noi". Oggi, la maggior parte del sud Europa si trova prostrata ai piedi della Germania.

 

Angela Merkel non la vede in questo modo, ma se dovesse imporre al suo paese i livelli di disoccupazione, che la sua stessa politica europea fa gravare sulle spalle di Spagna, Grecia o l'Italia, sarebbe fuori dal suo ufficio domani. È nella natura del potere imperiale, essere molto più lento nel percepire il malcontento di chi viene governato ad una certa distanza piuttosto che quello del suo popolo. Ecco perché i suoi sudditi coloniali tendono a non gradire, anche quando è ben intenzionato ed ordinato.

 

A questo punto, molte persone, soprattutto i tedeschi, saranno furiosamente contrari alla mia linea di pensiero. Questo non è l'imperialismo, si dirà, questo è un nuovo concetto di fare le cose chiamato Unione Europea. La zona Euro fa il suo percorso, va avanti, verso il porto sicuro di un’unione bancaria e fiscale, verso gli Stati Uniti d'Europa, in tutto tranne che nel nome. Poi tutti avranno pari diritti e pari protezione. Per ottenere questo giusto connubio, però, non si devono avere debiti "legalizzati": questi di problemi di transizione sono duri, ma se vengono ben trattati, tutto andrà bene.

 

E forse, un giorno lontano, così sarà. Forse, proprio come le persone in tutto il mondo conosciuto, una volta poterono dire "Civis Romanus sum" ("Io sono un cittadino romano"), nello stesso modo saranno in grado di dire: "Io sono un europeo", e sapere che sono sicuri e liberi sotto la bandiera blu con le sue stelle d'oro. Può essere per questo motivo che coloro che decidono della Euro zona hanno fatto di Cipro un esempio. Sapevano che era gracile. Credevano, probabilmente a ragione, che avrebbe obbedito. Speravano di mostrare al mondo, che ne dubita, che intendono proprio quello che dicono.

 

Ma l'esercizio di tale potere è una cosa molto brutta. Quando lo vedi esercitare vedi anche chi è d’accordo rispetto a chi non lo è. In questo caso, i depositari ordinari sono stati disprezzati e le procedure parlamentari sono state vessati per dare la risposta "giusta". Cipro sta capitolando non per euro-patriottismo, ma per paura. Questo non è solidarietà europea, ma coercizione.

 

In tutto questo lungo tempo di crisi europea, la Gran Bretagna si è giustamente tenuta in disparte, ma allo stesso tempo ha invitato la Euro zona ad approfondire e rafforzare se stessa. Questo è un ragionamento incoerente. Se la minuscola Cipro può essere un così grande problema nella costruzione del grande impero europeo, che cosa ci può dire circa la sperata armonia del tutto finale?

 

 


Fonte testo e foto: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/cyprus/9948545/Southern-Europe-lies-prostrate-before-the-German-imperium.html

traduzione a cura di Elisabetta Ardemagni