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La banca del Giappone svela una politica monetaria aggressiva

Banca Centrale del Giappone

''di Dhara Ranasinghe, CNBC 4 aprile 2013''

La banca centrale del Giappone (BOJ) ha intrapreso da giovedì una politica monetaria aggressiva per mettere fine ad anni di deflazione nella terza economia del mondo, impegnandosi a raddoppiare le partecipazioni in titoli governativi negli ultimi due anni.

La banca centrale ha concluso un incontro politico durato due giorni, il primo, sotto il nuovo governatore Haruhiko Kuroda, con una dichiarazione di voler proseguire il quantitative easing (iniezione monetaria) fino a quando ne avrà bisogno per raggiungere il suo obiettivo dell'inflazione al 2%.

La banca centrale del Giappone ha detto che vuole raddoppiare le sue partecipazioni nei titoli di stato a lungo termine e fondi negoziati in borsa e ottenere i titoli di stato giapponesi (JGBs) di tutte le scadenze.

Essa sta anche pianificando di portare avanti la tempistica relativa all'acquisto, senza limiti particolari di attività, BoJ ha detto che è propensa ad acquistare ogni mese 7 miliardi di yen di JGBs a lungo termine, e che avrebbe spostato il suo obiettivo sull'impostazione di una politica attuata per adattare la moneta dall'attuale tasso overnight.

I mercati hanno ben accolto il cambiamento radicale nella politica della banca centrale del Giappone. Il punto di riferimento dell'attività dell'indice Nikkei (indice azionario giapponese), ha riservato perdite di poco più del 2% e lo yen ha perso quasi il 2% dei circa 95,55 yen/dollaro, dopo aver scambiato intorno al 93,50 poco prima di tale decisione.

Le azioni giapponesi hanno avuto un incremento dalla metà di novembre e mercoledì il Nikkei ha usufruito del suo più grande rialzo giornaliero in due mesi sulle aspettative per l'aggressiva agevolazione monetaria.

Quelle aspettative hanno anche abbattuto lo yen di circa il 16% nei confronti del dollaro dalla metà di novembre, nonostante la valuta si sia rialzata negli ultimi giorni su alcune cautele, cioè per il fatto che Kuroda sarebbe capace di costruire un consenso fra i nove membri del consiglio di amministrazione della BoJ per una politica monetaria eterodossa.

Significativamente quindi, la banca centrale del Giappone (BoJ) ha detto che le sue decisioni sono state prese all'unanimità.

 

Compito difficile

Il Giappone ha sofferto di una persistente deflazione ed è scivolato dentro e fuori dalla recessione negli ultimi anni.

Il primo ministro Shinzo Abe, che guida il partito liberal democratico ritornato al potere dopo le elezioni in dicembre, si è impegnato a far ripartire l'economia giapponese e spingere verso una politica monetaria molto più audace di quella che la BoJ ha perseguito in passato è parte del suo piano.

Kuroda si è impegnato nel fare qualsiasi cosa per raggiungere l'obiettivo di un'inflazione al 2%, adottata dalla banca centrale in gennaio, per i prossimi due anni.

C'è qualche scetticismo tra gli economisti sul fatto che tale obiettivo possa essere raggiunto. Jesper Koll, capo della Japanese equity research presso JPMorgan Securities, ci crede.

''Avete crescita del credito, avete domanda per il credito e vedrete che fra 25 o 18 mesi, l'inflazione dei prezzi al consumo in Giappone sarà ben oltre l'1%'', ha detto.

Gli ultimi dati mostrano che i principali prezzi al consumo del Giappone sono diminuiti dello 0,3% da febbraio dello scorso anno.

Kuroda terrà una conferenza stampa più tardi in giornata. La BoJ, invece, si riunirà di nuovo il 26 aprile.

 

 


Fonte: http://www.cnbc.com/id/100614755

traduzione di Daniele Santolamazza