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La Francia sta danzando su un vulcano e l'Europa può andare in fiamme

Durante i festeggiamenti di questo mese per il Giorno della Bastiglia, Francois Hollande ha dichiarato - nell'incredulità più o meno di tutti in Francia - che "la ripresa è qui".

Non vi sono particolari indicatori economici che suggeriscano questo.

La spesa dei consumatori e la produzione rimangono ai minimi storici, la crescita nel terzo trimestre dovrebbe essere pari a zero,

l'OCSE ha previsto che la disoccupazione sarà effettivamente peggiore l'anno prossimo e solo questa settimana un membro anziano del FPD [Free Democratic Party n.d.t.], nuovo partner di coalizione della Germania, ha detto di essere "molto preoccupato" per la Francia, sostenendo che la decisione di Hollande di aumentare le tasse era "fondamentalmente sbagliata".


Come austriaco-americano nato e cresciuto a Parigi e che ci vive ancora, sono sempre stato incuriosito dalla fede francese nel modello francese. Nessun altro paese - salvo gli Stati Uniti - è così convinto di incarnare un modello universale per le società umane. In effetti, come tanti altri politici prima di lui, Hollande sembrava mostrare una fede assoluta non nelle statistiche economiche, ma semplicemente nella sua nazione. Questa è la Francia, il presidente sembrava dire, così “Voilà”.

La Francia, si può esserne certi, vanta molti asset. Vi è il suo famoso sistema sanitario, uno di quelli a più alta qualità nel mondo e più generoso. Un paese di ingegneri, la Francia si vanta giustamente di avere alcune delle migliori infrastrutture. Ha di gran lunga il maggior numero di eccellenze aziendali per un paese delle sue dimensioni, attraverso tutta una serie di settori. Le sue politiche familiari hanno prodotto il più alto tasso di fertilità in Europa. Poi vi è la percezione generale che la Francia offra un migliore equilibrio tra lavoro e vita, ed una comprensione culturale innata sulla qualità della vita: ottimo cibo, quello che lo scrittore britannico Roger Cohen ha chiamato "l'unico vino degno di bere", fashion design senza pari, alcuni dei più grandi edifici antichi del mondo - e un sacco di ferie retribuite.

Ma un sistema la cui performance economica è mediocre in tempi di prosperità e schifosamente piatta in tempi di crisi, può difficilmente pretendere di essere un "modello". E tristemente, gli stessi vantaggi che fanno credere ai francesi nel loro sistema sono anche quelli che rendono il paese così impreparato per le riforme. Le infrastrutture pubbliche di livello mondiale e la rete di sicurezza dello stato sociale hanno mantenuto finora i francesi relativamente al riparo dagli effetti peggiori della crisi finanziaria. Ma li hanno messi anche al “riparo” dalla realtà. La realtà è che la Francia sta ballando su un vulcano. Aggiungete a questo il tradizionale atteggiamento dei politici (il Presidente Hollande ha recentemente decretato che la crisi della zona euro era "over" [finita n.d.t.] e una cronica mancanza di coraggio tra la classe politica stessa nel raccontare ai propri elettori la verità (che il sistema attuale così com’è ora è destinato a fallire), così quello che si ottiene è un popolo che vive in una la-la land [riferendosi alla canzone di Demi Lovato dal titolo La-la land n.d.t.].

Non vi è carenza di proposte di riforma - l'abbondanza di piani d'azione ha consigliato tutti i tipi di modi per ridurre la spesa pubblica, ridurre il debito, ridurre la disoccupazione, riavviare l'economia e, in breve, salvare la Francia. Ma un altro attributo nazionale è una passione per l'ideologia che porta le conversazioni sulla politica o l'economia ad un risultato per cui è improbabile che vi sarà mai un’azione, in quanto il dibattito tende ad essere più verso chi ha le idee più belle, piuttosto che verso chi è il migliore nell’avere a che fare con la realtà.

Che ci crediate o no, alcuni degli attacchi più duri contro la presidenza di Hollande non provengono dalla destra ma dalla sinistra. Molti stanno in realtà sostenendo che il governo si è venduto ad una ideologia conservatrice. E quasi ti fa sentire dispiaciuto per lui.

Eppure il re è nudo - ed il pungiglione della realtà sarà duro quando, vi prego perdonate il mio francese, “la merde colpirà il ventilatore”. Come risultato di una prolungata recessione e una elevata disoccupazione, sempre più persone in Francia hanno smesso di spendere. Gli investimenti esteri sono scesi e c’è solo una piccola probabilità che la Francia raggiunga i suoi obiettivi di bilancio, creando una spirale verso il basso che preoccupa molti - non ultimi i tedeschi – sul fatto che una delle più grandi economie europee possa seguire il percorso di Grecia, Portogallo, Spagna e Italia.

Questa affermazione farà, senza dubbio, arrabbiare molti in Francia, nonostante la loro insistenza sul fatto che amino buoni e accesi dibattiti. Il francesi giudicano un enunciato non solo per il suo merito, ma anche per chi ci sta dietro. Loro tendono a pensare che sia necessario essere una donna per esprimere opinioni sul sesso e omosessuali per avere un parere circa i diritti dei gay - e francesi per giudicare il “système” francese.

Non si tratta di “Schadenfreude” [termine tedesco che indica il piacere provocato dalla sfortuna altrui n.d.t.]. Il declino e la caduta della Francia sono una tragedia non solo per quelli che sono qui a Parigi come noi, ma per l'intero continente. Come il Metternich disse una volta: "Quando Parigi starnutisce, l'Europa prende il raffreddore." O, come Rainer Brüderle, il ministro tedesco, ha detto questa settimana: "Se la Francia non tornasse di nuovo in piedi, sarebbe tragico... non possiamo cavarcela senza la Francia".

Non è solo l'impatto economico – più di quanto gli inglesi se ne possano fare beffa, la Francia rimane un alleato importante e influente, giocando un ruolo cruciale nella conversazione globale. E in un momento in cui il progetto europeo si trova ad una soglia particolarmente cruciale – la reale integrazione o la morte - il continente ed il mondo non possono davvero permettersi di perdere la Francia. Sia per se stesso che per tutti gli altri, il paese ha bisogno di svegliarsi.


Fonte: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/france/10202556/France-is-dancing-on-a-volcano-and-Europe-may-go-up-in-flames.html

traduzione di Luca Pezzotta