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Clima di fiducia e aspettative delle famiglie italiane nel 2° semestre 2013

Osservatorio Censis - Confcommercio su clima di fiducia di famiglie e imprese.

I risultati presentati a Roma il 16 ottobre 2013 nel corso della conferenza stampa

  • Sono sempre più numerose le famiglie che non riescono a far fronte alle spese con il proprio reddito (ad inizio ottobre sono quasi il 19% contro l’11,3% di marzo 2012) e quasi il 50% prevede di tagliare i consumi per affrontare la crisi.
  • Una famiglia su 4 ha difficoltà a pagare tasse e tributi e oltre il 72% ad affrontare spese impreviste.
  • Per coprire le spese, sono quasi raddoppiate le famiglie che si sono rivolte alle banche per un prestito (l’11,5% contro il 6% di marzo scorso), mentre oltre il 30% ha dovuto posticipare alcuni pagamenti.
  • Riguardo all’immediato futuro, cresce il senso di sfiducia e smarrimento: rispetto a un anno fa gli ottimisti sono passati dal 37% al 30% e gli incerti sono raddoppiati, passando dal 16% al 33%.
  • Misure contro la disoccupazione (per il 55% delle famiglie) e riduzione delle tasse (per il 42,3%) sono gli interventi prioritari che il governo deve affrontare.

Insomma, consumi fermi, capacità di spesa peggiorate per gran parte delle famiglie e poca fiducia nelle possibilità di miglioramento del quadro economico generale non consentono ancora di immaginare che la ripresa sia effettivamente vicina. Questi, in sintesi, i principali risultati che emergono, nel secondo semestre del 2013, dall’Outlook Italia Confcommercio-Censis.

Nell’anno in cui i consumi pro-capite tornano ai livelli del 2000, più di 17 milioni di famiglie (il 69% del totale) ritengono che le capacità di spesa e di consumo siano peggiorate rispetto alla fine del 2012. Solo il 2% ritiene che vi sia stato un miglioramento. Il peggioramento delle capacità di spesa è diffuso ovunque, con punte superiori al 70% tra le famiglie del Sud Italia.
Anni di crisi persistente hanno reso il Paese impaurito e fiaccato oltre misura: quasi la metà delle persone intervistate teme di non poter mantenere in futuro l’attuale tenore di vita; più della metà (52%) ha difficoltà a risparmiare, il 72% avrebbe difficoltà ad affrontare spese
impreviste, come quelle per le riparazioni in casa, o per la riparazione dell’autovettura o spese mediche, il 24% ha difficoltà a pagare tasse e tributi ed il 6,8% di chi ha un mutuo ha difficoltà a rispettare il pagamento delle rate (fig. 5).
Il 67% degli intervistati ha dichiarato di essere andato in pari, negli ultimi sei mesi, tra entrate e spese, ma il 19% ha speso più delle entrate mensili; si tratta di 4,7 milioni di famiglie che hanno dovuto fare ricorso o ai risparmi o ad altri espedienti (fig.1). Si diffonde infatti la tendenza a posticipare alcuni pagamenti (come bollette, rette scolastiche, spese condominiali);
un comportamento che era diffuso nel 13% degli intervistati a marzo 2012 e che ora raggiunge la quota del 30%. Diminuisce inoltre, rispetto al 2012, la percentuale di chi ricorre ai risparmi: la quota passa dal 59% rilevato a marzo 2012 all’attuale 43% (fig. 2), forse il segnale della riduzione della stessa capacità di risparmio delle famiglie che, per coprire le
spese, hanno aumentato sensibilmente il ricorso ai prestiti in banca (negli ultimi 6 mesi la percentuale è quasi raddoppiata passando dal 6% all’11,5%).

In un contesto siffatto, i consumi sono sempre più compressi e le spese vengono rinviate, quando possibile. Quasi il 50% degli intervistati (fig. 3) indica che affronterà la crisi tagliando i consumi, proseguendo così l’adozione di quei comportamenti “contenitivi” di alcune voci del budget familiare adottati negli ultimi due anni: in particolare, il 68% ha cercato di
moderare le spese per svago e divertimento; il 53,5% ha limitato gli spostamenti per risparmiare sul carburante, il 48% ha modificato i consumi alimentari cercando di risparmiare, il 14,3% ha venduto piccoli oggetti d’oro ricavandone soldi liquidi (fig. 4).
Chi guarda con ottimismo al futuro è il 30% del campione, era il 37% a settembre 2012. I pessimisti sono orami la maggioranza relativa, pari al 37% degli intervistati. Tuttavia più che il pessimismo cresce, e quasi dilaga, tra gli italiani il senso di incertezza e di disorientamento. Questo atteggiamento, che a metà del 2010 riguardava appena il 13% del campione oggi riguarda il 33% (figg. 6 e 7).
Paura e disorientamento trovano la loro ragione soprattutto in un mercato del lavoro fortemente deteriorato, che alimenta molte paure per l’immediato futuro tanto che, per più di 5 milioni di occupati, le condizioni lavorative peggioreranno nei prossimi mesi. In particolare, tra gli occupati (Fig. 9), circa 3 milioni (il 14,5%) temono una riduzione dello stipendio e più
di 2 milioni e mezzo (il 13,7%) temono di perdere il lavoro nei prossimi mesi, tra i disoccupati quasi la metà (il 48,5%) è convinta che non riuscirà a trovare un lavoro.
Non è un caso che la prima preoccupazione manifestata dagli intervistati sia proprio legata ai problemi dell’occupazione: quasi il 50% teme che nei prossimi mesi la disoccupazione possa aumentare, ma non manca chi teme che la crisi economica possa aggravarsi (41%), mentre per il 39% degli italiani un grave motivo di preoccupazione è l’instabilità politica (fig. 8). Di fronte a questi tre aspetti, altre questioni assumono oggi minor peso, come gli scandali legati alla politica (segnalati dall’11% degli intervistati). E’ evidente, dunque, che per la maggior parte degli intervistati, politiche pubbliche per l’occupazione (per il 55%) e misure per la riduzione delle tasse (42,3%) sono gli aspetti prioritari che il governo deve affrontare con celerità per contrastare la crisi (fig. 10).

Nota

L’indagine è stata effettuata su un campione di 1.200 famiglie stratificate per macro-area di residenza, per ampiezza demografica del comune di residenza, per età del capofamiglia e tipologia familiare.

La rilevazione è stata realizzata tra il 25 settembre e l’8 ottobre 2013 attraverso la somministrazione di un questionario a risposte chiuse per via telefonica con metodo CATI.

Fig. 1 – Negli ultimi 6 mesi ha coperto le spese familiari con il proprio reddito?  Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013

Fig- 2 – Se non ha coperto per intero le spese a quali fonti ha fatto ricorso (risposte in %)  Fonte: Outlook Italia Confcommercio - Censis 2013

 

 

Fig. 3 – Come pensa di affrontare la crisi attuale (risposte in %)  Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013



Fig. 4 – Quali comportamenti ha messo in atto negli ultimi due anni fra quelli elencati? (risposte in %)  Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013  
Fig. 5 – Principali difficoltà delle famiglie ad affrontare alcune voci di spesa (risposte in %)  Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013

 

Fig. 6 – Come vede l’immediato futuro per se stesso e per la propria famiglia?  Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013

Fig. 7 – Come vede l’immediato futuro per se stesso e per la propria famiglia? (ottobre2013) Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013

Fig. 8 – Principali timori delle famiglie (risposte in %)  Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013

 

 

Fig. 9 -Timori legati al mercato del lavoro  Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013

Fig. 10 – Provvedimenti urgenti che il Governo dovrebbe assumere per far fronte all’attuale crisi   economica e delle famiglie (risposte in %)  Fonte: Outlook Italia Confcommercio-Censis, 2013


Fonte: Censis