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Spagna, Italia e Francia: i fallimenti economici che presto diventeranno fallimenti politici

Secondo William Black le politiche economiche fallimentari imposte dalla troika stanno causando anche profonde crisi politiche e sociali, con i partiti una volta progressisti e oggi "socialdemocratici moderni" che finiscono col fare il lavoro sporco per conto dei conservatori. L'autore su su New Economic Perspectives analizza la situazione economica di 3 dei maggiori paesi dell'eurozona, tra cui l'Italia.

La troika ha gratuitamente sprofondato un terzo dell’eurozona in una Grande Depressione

Recentemente ho scritto diversi articoli che descrivono la disoccupazione in Spagna a livelli da Grande Depressione e l'assurdità delle politiche della troika per quanto riguarda la "minaccia" rappresentata dalla "deflazione". La troika è costituita dalla Commissione Europea, la Banca Centrale Europea (BCE) e il Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Questo articolo si concentra principalmente sui problemi economici e politici dell'Italia, ma discute anche brevemente la probabile instabilità politica di lungo termine in Spagna e in Francia. Aggiornamento: sembra che le dimissioni del Primo Ministro italiano siano imminenti (vedi la discussione qui sotto). Italia e Spagna stanno subendo livelli di disoccupazione da Grande Depressione. Collettivamente, là popolazione è di circa 105 milioni di abitanti, quasi un terzo della popolazione totale dell'Eurozona, di circa 330 milioni. L’Italia e la Spagna sono due delle maggiori economie dell'Eurozona (i dati sono della fine dell’anno 2012 e sono presi dal sito "Trading Economics".) Si noti che i PIL di Italia e Spagna sono ancora materialmente inferiori ai livelli pre-crisi. Non hanno ancora iniziato a riemergere dai guai in cui son finite nel 2008.

La troika è razionalmente anti-democratica: teme la razionalità e la competenza degli elettori

Il fatto che la troika non ritenga un'emergenza inaccettabile che un terzo della popolazione dell'Eurozona sia stato costretto senza ragione a una Grande Depressione dalle sue politiche di "austerità" autodistruttive e dai gravi difetti dell'euro, dimostra che la troika è costituita da tre organizzazioni che sono economicamente fallimentari, anti-democratiche e moralmente abiette. (In tutta onestà, la BCE e il FMI sono stati progettati per essere anti-democratici e sono riusciti in quella parte della loro missione. La tesi era che la loro natura anti-democratica sarebbe stata un vantaggio. Tale tesi è fallita, ma la BCE e il FMI rimangono orgogliosamente dei fallimenti anti-democratici). La troika è anti-democratica per un motivo razionale – ha fatto malissimo il suo lavoro e sarebbe stata licenziata già da anni da un elettorato democratico. I più recenti risultati del sondaggio Gallup hanno prodotto questo titolo: "Il grado di approvazione dei leader europei è caduto al livello più basso mai registrato". Il sondaggio ha rilevato che: "i cittadini che approvano i leader dell'Unione Europea sono una minoranza in 23 paesi sui 27 intervistati". Più i cittadini dell'Unione Europea hanno avuto a che fare con la troika, meno è probabile che approvino la leadership dell'Unione Europea. L'articolo si conclude con il concetto che abbiamo enfatizzato. L'euro e la troika sono le minacce più gravi per l'unità europea.

"Un precedente sondaggio di Gallup ha mostrato che il 60% dei cittadini in tutta Europa hanno detto che 'c’erano alternative migliori alle politiche di austerità' e il 51% ha detto che la risposta dell'UE alla crisi economica, basata sull'austerità, 'non funzionava'.
Questi sentimenti si riflettono anche sul rating dei leader UE pubblicati questa settimana: 'la disapprovazione è più chiara nei paesi "salvati", dove l'Unione europea ha imposto politiche di austerità, aggravando la situazione degli individui che già erano in difficoltà economiche a causa della crisi economica e finanziaria', ha detto Gallup.
L'approvazione al minimo storico potrebbe consolidare il successo già previsto dei partiti anti-europeisti alle elezioni europee del prossimo mese di maggio."

La dimensione del rifiuto della menzogna centrale della troika – "There Is No Alternative" (TINA) alla quasi-austerità – è eccezionale. La troika, i singoli governi dell'eurozona e i media hanno diffuso la propaganda TINA con uno zelo che è difficile da immaginare se non sei un nerd che deve spendere una parte esagerata della propria vita leggendo all’infinito tale propaganda. Bisogna dar credito alla pragmaticità della comunità che ha rigettato questo dogma economico fallito.

Perfino la troika non crede nell’austerità

È importante essere precisi sulle politiche di austerità della troika – esse sono in realtà delle politiche ibride che comprendono modesti stimoli fiscali. Quasi tutte le nazioni dell'Eurozona hanno dei deficit di bilancio statale. L’ultimo bollettino mensile della BCE segnala che nel 2012 il disavanzo medio del bilancio pubblico complessivo dell'eurozona era del 3,7% del PIL.

Ricordate che la conseguenza della creazione di deficit in risposta a una recessione che viene propagandata dovrebbe essere l’iperinflazione – e che a gennaio [2014] "l'inflazione nell’area Euro è rimasta a meno della metà dell'obiettivo della Banca Centrale Europea ." Questi fatti dimostrano che lo stimolo fiscale è colpevolmente inadeguato e sta inutilmente consegnando molti milioni di europei alla disoccupazione e all’emigrazione.

Raggiunta la “zona pericolo” della deflazione, la BCE la ridefinisce “zona non pericolosa”

Al contrario, tutta l’isteria dell'Eurozona riguarda la "deflazione" – ma la troika si rifiuta di riconoscere che il problema è una domanda largamente inadeguata (da cui discendono livelli da Grande Depressione di disoccupazione e inflazione praticamente nulla). I miei articoli precedenti hanno spiegato la pazzia della troika e dei mezzi d’informazione economici nel comportarsi come se avesse senso aspettare prima di agire che un'economia in fase di Grande Depressione entri in deflazione, e la follia di pensare che la politica monetaria (invece della politica fiscale) sia un mezzo efficace per rispondere alla deflazione. "Il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha detto nel fine settimana che la BCE voleva assicurarsi che l'inflazione nella zona euro non scivolasse in ciò che egli ha chiamato una 'zona di pericolo' sotto l'uno per cento."

L’ovvio problema con quella che Draghi chiama "zona pericolosa" è che il tasso medio di inflazione dell'Eurozona (0,7%) è ben all'interno della zona di pericolo, alcune nazioni in periferia sono già in deflazione e Spagna e Italia hanno tassi di inflazione in caduta sotto la media dell'Eurozona, che già è inadeguata. Ricordiamo che l'obiettivo di inflazione della BCE è dell’1,5 per cento – il che significa che in accordo alle sue teorie (fallite) le sue politiche non riescono a produrre i risultati che la BCE intende raggiungere. La risposta di Draghi è stata di ridefinire la "zona pericolosa" come non pericolosa, e l'inflazione all’1% o inferiore nemmeno più una "zona".

"La zona euro sta attualmente vivendo un periodo prolungato di bassa inflazione," ha riconosciuto il signor Draghi in una conferenza stampa giovedì a Francoforte. In un momento successivo, egli ha detto: "dobbiamo confrontarci con la seguente domanda: c'è la deflazione? La risposta è no."

Draghi ha modificato la sua stessa definizione di "zona pericolosa" deflazionistica in una dicitura completamente benevola – "un periodo prolungato di bassa inflazione". La sua specialità è la propaganda, non l’economia.

Se la troika avesse effettivamente provato a imporre "bilanci in pareggio" sarebbe riuscita a mandare anche molti altri paesi del centro dell'eurozona in una Grande Depressione. Il modesto stimolo fiscale offre la prospettiva di una ripresa molto debole.

"I dati di giovedì a Madrid sono stati accolti dal silenzio ufficiale. Ma in un'intervista a El País, il Commissario europeo agli affari economici e monetari, Ollie Rehn, ha detto che in Spagna l'UE ha cercato di combinare l'obiettivo delle finanze pubbliche sostenibili con le riforme economiche.

«Non c'erano alternative facili per la Spagna, né per nessuno. Quelli che pensano che c'era un modo semplice per recuperare l'accesso ai mercati senza misure dolorose hanno torto, ha detto alla stampa. «Ci vorranno 10 anni per risolvere la crisi spagnola.»

La visione da incubo di Rehn è che ci vorranno altri 10 anni (fine 2024) per la Spagna, l’Italia e la Grecia, semplicemente per cominciare a uscire dalla fase di "crisi" delle loro Grandi Depressioni. Le loro recessioni sono iniziate nel 2007 o nel 2008 perciò Rehn sta prevedendo delle Grandi Depressioni che dureranno molto più a lungo rispetto a quella degli anni trenta. Rehn non fa alcuna promessa su quanto ci vorrà ancora, dopo il 2024, perché la periferia possa conseguire la piena occupazione.

Come ho sottolineato nei precedenti articoli, l’incubo di Rehn è proprio lo scenario più ottimistico della troika, perché presume che non ci sarà nessuno shock economico negativo dal 2014 al 2024. La troika non suggerisce che lo scenario da incubo di Rehn sia realistico. Sta già lanciando allarmi su diversi potenziali shock.

La troika ha lasciato i residenti di Spagna e Italia in balìa delle onde. Le promesse agghiaccianti del suo principale propagandista, Ollie Rehn, in risposta alle recenti notizie che in Spagna il tasso di disoccupazione è aumentato, sono che la troika si aspetta che la periferia dell'Eurozona continuerà a dibattersi in una lenta agonia per un altro decennio.

Italia: Un disastro economico dove il Primo Ministro potrebbe essere sostituito a breve

Il titolo di un recente articolo descrive bene l'umore: "Disperazione in Italia per l’aumento ulteriore della disoccupazione."

“Il tasso di disoccupazione italiano è cresciuto a Novembre alla cifra record del 12,7%.

In quel mese c’erano 55.000 occupati in meno rispetto al mese precedente, e 448.000 rispetto a Novembre 2012.

La disoccupazione giovanile ha toccato un altro massimo storico al 41,7%.

I giovani sono sfiduciati….

Il Primo Ministro Enrico Letta ha detto che la disoccupazione giovanile è un’emergenza nazionale.

Dall’inizio della crisi finanziaria globale, nel 2007, l’Italia ha perso più di un milione di posti di lavoro e un recente sondaggio ha rivelato che il 70% degli italiani che hanno un lavoro hanno paura di poterlo perdere.”

Il tasso di disoccupazione giovanile italiano diventa ancora peggiore se entriamo nei dettagli. Il titolo di un articolo recente di Bloomberg coglie uno dei punti chiave: “i dati ufficiali della disoccupazione europei non raccontano tutta la storia, perché gli Italiani rinunciano (a cercare lavoro).”

“Mentre gli economisti prevedono che i disoccupati in dicembre rimarranno stabili alla cifra record del 12.1%, con circa 19 milioni di senza lavoro, questa cifra esclude legioni di adulti che lavorerebbero se solo potessero. I calcoli di Bloomberg per il terzo trimestre mostrano che un totale più ampio di 31.2 milioni di persone di tutte le età stanno cercando un lavoro, vorrebbero cercarlo ma non ci sono possibilità, oppure hanno rinunciato del tutto.

Giuseppe Di Gilio, 30 anni, è uno dei 4,2 milioni che non compaiono nelle statistiche italiane della disoccupazione. L’ultimo tasso di “sottoutilizzazione” registrato nella terza economia dell’eurozona era del 24%, più del doppio del tasso di disoccupazione ufficiale.

Il tasso di disoccupazione ufficiale dell’eurozona include solo coloro che hanno attivamente cercato lavoro nelle 4 settimane precedenti e sono disponibili a cominciare nelle 2 settimane successive. Il tasso di sottoutilizzazione calcolato da Bloomberg usando dati Eurostat per il terzo trimestre include i disoccupati ufficiali ma anche coloro che vorrebbero lavorare ma hanno rinunciato a cercare e quelli che non sarebbero immediatamente disponibili.

Tra i paesi dell’eurozona, l'Italia ha il più grande gruppo di potenziali lavoratori che non appaiono nelle statistiche ufficiali di disoccupazione. Il divario tra il tasso di sottoutilizzazione del paese, che comprende le persone tra i 15 e i 74 anni, e il tasso di disoccupazione, è più di due volte quello della Spagna e più di cinque volte quello della Grecia".

La troika ha cercato ansiosamente di indurre grandi tagli ai salari dei lavoratori della periferia. Questo riduce ulteriormente la domanda già inadeguata e danneggia la ripresa, così come i lavoratori e le loro famiglie. Lo stesso articolo di Bloomberg spiega che i salari per molti italiani sono così bassi che scoraggiano l'occupazione.

"Oltre il 12 per cento dei lavoratori in Italia non sono in grado di vivere solo dei loro stipendi, secondo uno studio dell’EU pubblicato questo mese. E’ la più alta percentuale dopo Romania e Grecia. L'Italia è anche uno dei peggiori paesi dove perdere il lavoro, poiché la percentuale di persone in grado di trovare un’altra occupazione entro un anno è tra il 14 e il 15 per cento, la più bassa in Europa.

Il tasso di sottoutilizzazione del lavoro esclude i periodi di inattività temporanei e i lavoratori a tempo parziale involontari. La misura non prende in considerazione neanche i circa 10,1 milioni di donne che non vogliono un lavoro e non sono incluse nella forza lavoro."

L'articolo di Bloomberg dimostra che l'Italia è dietro la maggior parte dell'Europa in materia di occupazione femminile.

"Per le donne vale la pena di rimanere a casa, anche a causa della mancanza di servizi di custodia dei bambini" ha detto Tenconi di Bank of America.

Le reti familiari

Il tasso di occupazione femminile italiano nel 2012 era del 47,1 per cento, il più basso nell'UE dopo Grecia, Malta e Croazia e sotto la media del 58,5 per cento della regione.

La forza delle reti familiari, che permettono la condivisione dei redditi in periodi di congiuntura economica sfavorevole, funziona anche come un disincentivo alla ricerca di posti di lavoro mal pagati. Questo è particolarmente vero per molte donne e molti giovani, che trovano più conveniente rimanere a casa."

La disoccupazione giovanile in Italia è stata un'emergenza nazionale per più di cinque anni – Letta ha ragione, ma è in ritardo. Nella periferia dell'area euro, la disoccupazione giovanile è orribile.

 


Ecco il dettaglio per paese (La Grecia non ha fornito i dati)


Fonte: International Business Times

Si noti che la disoccupazione giovanile è significativamente peggiore nell'Eurozona rispetto alla zona allargata delle nazioni europee occidentali. I membri dell'Eurozona avrebbero dovuto avere le economie più forti, più sofisticate, con delle istituzioni migliori, come la BCE, ma per i motivi che abbiamo spesso spiegato, i tragici errori di progettazione dell'euro e la cura economicamente assurda della troika di "salassare il paziente" con insufficiente domanda ha ridotto l'Eurozona a una serie di istituzioni economiche profondamente scadenti, e la sua ricetta per la periferia, una disgrazia.

Lo stesso articolo da cui ho preso i grafici spiega alcuni particolari problemi causati dalla disoccupazione giovanile.

"La disoccupazione giovanile, definita come i disoccupati in età lavorativa sotto i 25 anni, è di particolare interesse perché il reinserimento nella forza lavoro può richiedere molto più tempo per i lavoratori più giovani e inesperti ed essi finiscono per avere meno anni economicamente attivi in cui pagare le imposte sul reddito per sostenere i servizi sociali. C'è anche una correlazione tra elevati tassi di disoccupazione giovanile e disordini sociali.

E la tendenza si sta muovendo nella direzione sbagliata per i paesi più colpiti dell’eurozona. La disoccupazione giovanile in Spagna è aumentata di quasi 3 punti percentuali dal novembre 2012 a novembre scorso, mentre in Italia è balzata di 4 punti percentuali, dal 37,6% al 41,6 per cento".

La Grande Depressione italiana sta facendo grandi danni agli italiani, ma ha anche spinto verso l’instabilità politica e verso l'assalto della troika alla democrazia italiana, quando essa ha messo in scena un colpo di stato de facto, instaurando al governo l'ex primo ministro Mario Monti. Naturalmente, dato che stavano destituendo Silvio Berlusconi, ci sono state poche proteste. La troika ha agito in modo ancor più anti-democratico costringendo la Grecia a rinunciare al referendum.

Il dramma politico italiano attuale comporta di considerare la questione di quanto tempo possa rimanere al potere il primo ministro Enrico Letta. Matteo Renzi sta cercando di sostituirlo, senza il beneficio di un'elezione. La ricerca di Renzi del potere è notevolmente agevolata dalla Grande Depressione Italiana.

Aggiornamento: Renzi ha appena chiesto un cambio di governo. Egli è disposto a governare senza alcun voto degli italiani. Renzi è popolare, ma prendere il potere senza essere votato non lo è altrettanto.

"Il signor Renzi è in cima nei sondaggi nazionali, ma un sondaggio di questa settimana dell'Istituto Piepoli ha mostrato che solo circa 1 italiano su 6 approva che il signor Renzi diventi Primo Ministro senza passare per il voto."

Il livello di gradimento di Hollande è più basso della disoccupazione giovanile francese

I neo-liberisti si stanno divertendo facendosi beffe del primo ministro francese Francois Hollande. Non per le molteamanti/partner del giorno, ma per il sovrapporsi delle sue difficoltà economiche e politiche".

"I francesi non sono soddisfatti. La popolarità del Presidente, già a un minimo storico, continua a calare; un sondaggio pubblicato il 6 febbraio ha mostrato che solo il 19% degli elettori ha ancora fiducia in lui."

Da quando ha screditato le istituzioni nazionali e il suo partito piegandosi alle richieste della troika e delle imprese francesi di attuare una maggiore austerità, Hollande ha involontariamente creato un grande malcontento contro l'eurozona. Come spiega lo stesso critico neo-liberista:

"Il partito di estrema destra del Fronte Nazionale guidato da Marine Le Pen, che fa campagna su una dura piattaforma anti-immigrazione e che vorrebbe portare la Francia fuori dall’eurozona, è il principale beneficiario di questo senso di disaffezione popolare.

Il partito è in testa ai sondaggi per le elezioni del Parlamento europeo in maggio." Hollande è ancor più impopolare del primo ministro Mariano Rajoy (conservatore) in Spagna. Ancora una volta, questo è un risultato notevole perché l'austerità di Rajoy ha contribuito a spingere la Spagna ai più alti tassi di disoccupazione della sua storia. Come sottolineiamo ripetutamente per tentare di diffondere nei media la situazione, la Spagna è in una Grande Depressione.

Lo stesso critico neoliberista schernisce l’abbandono di Hollande della sua opposizione all'austerità e alle grandi banche e il suo abbandono del termine "socialista". Hollande ha dichiarato di essere un "socialdemocratico". Al di là dell'etichetta, la sua vigliacca ritrattazione lo ha reso uno dei politici francesi più impopolari – un grande risultato, dato il livello dei politici francesi. Nel frattempo, la disoccupazione giovanile in Francia è aumentata ad un livello che supera il rating di popolarità di Hollande. "Il tasso di disoccupazione giovanile in Francia è aumentato al 25,60% nel dicembre 2013, dal 25,50% del novembre 2013."

Hollande sta ora spingendo per una maggiore austerità sotto forma di tagli significativi alla spesa pubblica. Ciò lo rende un vero modello del moderno socialdemocratico. Essi diventano pallide imitazioni dei partiti conservatori, e fanno per loro conto il lavoro sporco di indebolire i programmi sociali più efficaci, screditare il partito progressista (o il partito che lo era) e perdere il controllo del Parlamento o della legislatura.


Fonte: Voci dall'estero