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Crescita per chi?

Il Senatore statunitense Bernie Sanders, nel suo intervento al Senato del 29/01/2015, ha citato la ricerca di Pavlina R. Tcherneva che illustra il declino economico del ceto medio americano a partire dall'era "Reagan" e con l'attuazione di politiche economiche basate sulla convinzione del "trickle down".

Di seguito la traduzione italiana del paper di Pavlina Tcherneva

 Crescita per chi?

Per la stragrande maggioranza delle persone negli Stati Uniti, la crescita economica è diventata poco più di una questione statistica, largamente scollegata dai loro stipendi. Questo è crudamente illustrato nella figura seguente, che mostra come la crescita del reddito si sia di fatto distribuita in modo più iniquo ad ogni successiva espansione economica del dopoguerra. Nell'espansione 1949-1953, la stragrande maggioranza della crescita del reddito è andato alla stragrande maggioranza della gente, ai ceti sociali più bassi [andava ndt] il 90 per cento della distribuzione del reddito. Dopo di che, la quota di reddito del 90 per cento [i ceti a classi sociali meno abbienti ndt] si è gradualmente ridotta, di decennio in decennio. Questa tendenza ha accelerato nel 1980, al punto che il 10 per cento più ricco ha iniziato a ricevere la maggior parte della crescita del reddito. E dal 2009 fino al 2012, mentre l'economia si stava riprendendo da una delle più grandi crisi economiche della storia recente, il 116 per cento di crescita del reddito è andata al 10 per cento (l'1 per cento da solo sta portando a casa il 95 per cento dei guadagni di reddito); questo risultato assurdo è possibile perché i ceti sociali più bassi, il 90 per cento, hanno visto nientedimeno che diminuire il loro reddito, in media, durante questo periodo di crescita. Per coloro che sono indifferenti a considerazioni di equità, abbiamo ragione di credere che la disparità di reddito sia un fattore chiave per l'instabilità finanziaria negli Stati Uniti. In assenza di crescita del reddito, le famiglie dei ceti sociali più bassi, il 90 per cento, sono state costrette ad affidarsi sempre di più al debito per finanziare i loro consumi, e l'aumento conseguente del rapporto debito/reddito delle famiglie ha giocato un ruolo chiave nella crisi finanziaria del 2008. La gravità della disuguaglianza del reddito negli Stati Uniti è semplicemente insostenibile.

 

Grafico 1: Distribuzione di crescita media del reddito durante le espansioni

In generale, ci sono due modi per migliorare la distribuzione del reddito attraverso la politica. Uno è quello di lavorare all'interno delle strutture esistenti e riassegnare il reddito attraverso vari sistemi di ridistribuzione del reddito dopo che il reddito sia stato guadagnato. L’altro è di cambiare il modo stesso in cui il reddito viene guadagnato fin dall'inizio. Su quest'ultimo fronte, si potrebbero fare progressi sostanziali riorientando il modo di condurre le politiche di stabilizzazione economica. I nostri tradizionali strumenti per la ripresa economica - sia monetari che fiscali, tagli alle tasse dal lato dell'offerta, "pump priming" [nel linguaggio economico, intervento dello Stato destinato a provocare con la spesa pubblica un incremento degli investimenti privati, suscitando un’ondata iniziale di fiducia ndt]1 della domanda, o salvataggi per il settore finanziario - condividono un approccio simile: essi mirano principalmente a stimolare gli investimenti e la crescita, così l'occupazione non è nient'altro che un sottoprodotto di questo processo. E mentre ci sono differenze tra gli effetti redistributivi di queste politiche, il loro approccio di "priorità alla crescita" significa che tutti operano attraverso la struttura economica prevalente, finanziando proprio i processi che creano una maggiore disparità di reddito.
I tentativi di aumentare gli investimenti, per incrementare i profitti delle imprese o indurre prestiti migliorando i bilanci delle banche, sono esempi di politiche "dall'alto verso il basso", che generano occupazione solo come un effetto collaterale. Inoltre favoriscono il capitale sul lavoro e i redditi dei lavoratori ad alto salarialo su quelli dei lavoratori a basso salario. Riproducendo il funzionamento prevalente di occupazione del settore privato, queste politiche di stimolo tendono ad aiutare i lavoratori più occupabili, altamente qualificati, senza alcuna garanzia che la domanda "trickle down" [sgoccioli dall’alto verso il basso]2 quanto basta per creare opportunità di lavoro a sufficienza per tutti gli individui disposti e in grado di lavorare, indipendentemente dal loro livello di abilità e di istruzione. La "jobless recoveries’"[ripresa senza lavoro]3 è diventata la norma. In un'economia debole, le politiche di stimolo fiscale sono ancora preferibili alla follia dell’austerità, ma gli strumenti tradizionali non sono le uniche opzioni. Invece di cercare di produrre un certo tasso di crescita ed investimenti, con qualunque effetto che potrebbe avere sull'occupazione e la distribuzione del reddito, un approccio "dal basso verso l’alto" capovolgerebbe questi obiettivi. Questo sarebbe un modello di stabilizzazione fiscale che mira direttamente ai disoccupati. Finanziando direttamente opportunità di lavoro per tutti coloro che sono pronti e disposti a lavorare, offrendo posti di lavoro nel [settore] pubblico, nel no-profit, o nei settori di imprenditoria sociale, questo approccio dal basso verso l’alto per la politica di bilancio è in grado di garantire la piena occupazione durante le espansioni e contrazioni, e migliorerebbe i redditi alla parte inferiore della distribuzione del reddito più velocemente dei redditi della parte superiore. Per migliorare la distribuzione del reddito, dobbiamo ripristinare il meccanismo di creazione del reddito per la stragrande maggioranza degli americani. Ciò significa una stabile piena occupazione, retribuzione costante e adeguata, e aumento dei redditi di pari passo con la produttività. Cambiando la rete di sicurezza per fornire una opportunità di impiego a chi ne vuole uno a un salario di sussistenza in modo continuativo è una parte fondamentale di una strategia globale.


Note di traduzione:

1) Pump priming

2) Trickle down

3) In economia si parla di "jobless recovery" (letteralmente ripresa senza lavoro) quando dopo una recessione l'economia di un Paese riprende a crescere ma non aggiunge posti di lavoro. Anzi, il tasso di disoccupazione tende a crescere ulteriormente, nonostante il prodotto interno lordo abbia ricominciato ad aumentare.


 

traduzione di Alberto Mantova

Fonte: http://www.levyinstitute.org/pubs/op_47.pdf