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Giacomo Bracci commenta il rapporto del FMI sull'occupazione

Giacomo Bracci Intervistato da Radio Città Fujiko commenta il Rapporto del FMI sull'occupazione

 

Clicca sul pop up per ascoltare il commento di Giacomo Bracci (gruppo economico Epic) a Radio Città Fujiko sul rapporto del FMI sull'occupazione

qui di seguito la trascrizione dell'intervista a Radio Città Fujiko

"Il rapporto del Fmi si basa sul concetto del 'tasso di disoccupazione naturale', secondo cui le idee sono sottoposte a dei limiti nella crescita dell'occupazione dettati da caratteristiche strutturali come l'indice di protezione del lavoro o la mobilità dei fattori produttivi. L'analisi in sostanza ci dice che se le politiche economiche che verranno portate avanti nell'eurozona continueranno con il segno attuale, la ripresa dell'occupazione potrà avere luogo solo in periodi molto lunghi. Questo concetto, però, è legato alla visione degli economisti mainstream, dominante sia all'interno delle istituzioni internazionali che di moltissimi distretti economici, che considera questa variabile come se fosse una sorta di limite strutturale da abbattere attraverso il ricorso a politiche dell'offerta, ovvero diminuzione della protezione sul posto di lavoro, flessibilizzazione dei salari verso il basso in periodi di crisi. In sostanza si dice che quando la domanda diminuisce, i salari e i prezzi praticati dalle imprese devono diminuire fino a raggiungere un equilibrio.
Il problema è che non si prendono in considerazione le politiche della domanda, volte a stimolare la domanda di beni e servizi attraverso l'aumento dei consumi, degli investimenti o della spesa pubblica. Misure che hanno l'effetto di incrementare la capacità di spesa delle famiglie, delle imprese e dello Stato. Queste politiche, negli ultimi anni, sono state totalmente trascurate dall'approccio degli economisti dell'eurozona.
Le politiche di austerità portate avanti fin qui non potranno risollevare la situazione perchè deprimono il potere d'acquisto".

Il Ministero di Economia e Finanza italiano si è lamentato dicendo che il rapporto del Fmi non tiene conto delle riforme strutturali effettuate. Ha ragione a lamentarsi o quelle riforme non servono a rilanciare l'occupazione?
"L'idea del nostro governo era quella che, attraverso una sorta di baratto politico, cioè scambiando l'attenzione da parte delle istituzioni internazionali alle riforme effettuate, si potesse ottenere lo sforamento dai parametri di Maastricht, aumentare gli investimenti pubblici o detassare, come sta vuole fare ora Renzi. Il problema è che, come confermato da molti studi anche di organizzazioni super partes come l'Ocse, non riescono ad avere degli effetti sensibili sull'occupazione proprio perché il problema essenziale è una carenza di domanda. Non si tratta di rendere più produttivi i lavoratori, ma di dare alle imprese in cui sono impiegati la giusta domanda di beni e servizi, di consumo e di investimento.
La speranza che queste riforme strutturali possano creare da sole, di per sé, maggiore occupazione si scontra con la realtà dei fatti che ci parla di una carenza di domanda e di redditi".

Matteo Renzi ha annunciato di voler ridurre la tassazione, in particolare quella sulla prima casa. Ciò potrebbe far aumentare il potere d'acquisto e rilanciare la domanda?
"Se non fosse compensato da ulteriori manovre di tagli, come i 10 miliardi annunciati sulla sanità, naturalmente sì, perché lascerebbero più reddito disponibile nelle tasche delle famiglie italiane. Il problema essenziale è che se purtroppo non si vanno a modificare quelle che sono le regole di bilancio europee, la coperta diventa corta e di conseguenza ogni forma di detassazione che possa venir pensata deve essere compensata da eguali tagli alla spesa pubblica. Sono proprio gli studi di alcuni economisti del Fmi che hanno dimostrato come detassare nella stessa misura con cui si taglia la spesa produce, in realtà, non solo un effetto nullo sull'occupazione, ma addirittura un effetto depressivo sul pil, proprio perché tagliare un euro di spesa pubblica è più dannoso che aumentare un euro di tasse".