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L’inadeguatezza del manifesto di Calenda

Il 21 Gennaio Carlo Calenda ha presentato il manifesto “Siamo Europei”. L'obiettivo è unire le forze progressiste. Ma il vero obiettivo forse è un altro.


Fonte: https://resetpd.it/linadeguatezza-del-manifesto-di-calenda/

Autore: Francesco Ruggeri

Ci siamo. Se ne era parlato tanto. Dopo essere stato proposto da vari intellettuali nostrani, un manifesto per le elezioni europee che unisca le forze progressiste contro le orde dei “nuovi barbari”, come le ha chiamate Corrado Augias, è stato presentato da Carlo Calenda il 21 Gennaio. Il nome del manifesto è: “Siamo Europei” un “Manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni europee”.

La dichiarazioni d’intenti è seguita da una veloce analisi della situazione politica ed economica dell’Italia e dell’Europa tra cui spicca:

“…L’Europa è infatti investita in pieno da una crisi profonda dell’intero Occidente. La velocità del cambiamento innescato dalla globalizzazione e dall’innovazione tecnologica, e parallelamente gli scarsi investimenti in capitale umano e sociale – che avrebbero dovuto ricomporre le lacerazioni tra progresso e società, tra tecnica e uomo – hanno determinato l’aumento delle diseguaglianze e l’impoverimento relativo della classe media. Ciò ha scosso profondamente la fiducia dei cittadini nel futuro. L’incapacità di gestire i flussi migratori provenienti dalle aree di prossimità colpite da guerre e sottosviluppo ha messo in crisi l’idea di società aperta. La convergenza tra queste turbolente correnti della storia ha minato la fiducia di una parte dei cittadini nelle istituzioni e nei valori delle democrazie liberali.”

Analisi condivisibile sotto più di un aspetto, che dimostra una certa sensibilità nel comprendere i meccanismi che stanno portando ad una disaffezione dei cittadini nelle istituzioni democratiche e più in generale nella società liberale.

Peccato che andando ad analizzare più approfonditamente i contenuti ideologici e tecnici del manifesto, ci rendiamo conto come esso non sia altro che l’ennesimo tentativo di raggruppare delle forze politiche, differenti tra loro, con il solo scopo di raggiungere un risultato elettorale che non le veda affondare.

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